Massimo Aiello Informative Official Web Site
www.massimoaiello.com
Batterista e insegnante indipendente. Collaboratore musicale e artistico. Autore.
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Tutte le Recensioni (31), Interviste (2), Critiche (2), ecc. al CD Solista aggiornate al 2007:
Massimo Aiello: Tribute To Beethoven: Drum In The Symphony No. 9
P&C 2001 Azzurra Music (www.azzurramusic.it)
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RECENSIONI IN ORIGINALE + TRADUZIONE ITALIANO DOVE NECESSARIO |
RECENSIONI:
2007 U.S.A.: LAWTON - OK: PERCUSSIVE NOTES - Percussive Arts Society N° di Febbraio '07 (www.pas.org)
(Recensione di F. Michael Combs, Percussionista di Musica Classica. Professore Emerito di Musica dell' Università del Tennessee - U.S.A., membro attivo e recensore per letteratura musicale e musica per Percussive Notes-Rivista ufficiale della PAS-Percussive Arts Society di cui anche co-editore e altro ancora)
Percussive Notes è La rivista ufficiale della PAS-Percussive Arts Society, dal 1961
TradUZIONE italiano: PERCUSSIVE NOTES - Percussive Arts Society:
Questo CD, intitolato Tribute to Beethoven ma sottotitolato Drum in the Symphony No. 9, è una registrazione completa della Nona di Beethoven con inserita la batteria su tutta l'opera. Eccetto per quei quasi otto minuti di assolo inseriti tra le due sezioni maggiori prima della fine del quarto movimento, questa sinfonia è eseguita fedelmente in chiave tradizionale dalla Slovak Radio Symphony Orchestra. Il batterista italiano Massimo Aiello presenta la performance dal vivo della sinfonia con la batteria fin dal 1987. Il modo di suonare di Aiello è pulito e solido e sicuramente ha fatto uno sforzo degno di nota per entrare efficacemente in simbiosi con lo stile di Beethoven. Ma nonostante le parti di batteria siano state eseguite in modo professionale, inserire la batteria nella tradizionale performance della Nona di Beethoven è sempre un pò come versare della salsa di cioccolato su un filetto di carne (Nota di Massimo Aiello: sono pienamente daccordo col Professore!....). Le parti di batteria hanno un gran bel lavoro di piatti interessati sia nell'aiuto alla linea musicale e sia nell'aggiungere colori e abbellimenti. Il sound dei toms e della cassa è ricco e caloroso. L'assolo nel quarto movimento include del materiale interessante e suoni creativi. In definitiva siamo di fronte ad un piacevolissimo drumming.
Recensione di F. Michael Combs
recensione in lingua originale americana:
This
CD, titled Tribute to Beethoven
Reviewed by F. Michael Combs
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2007 GERMANIA: EUSKIRCHEN: DRUMS & PERCUSSION: (www.drumsundpercussion.de)
N° di Aprile 2007
(Recensione di Ingo Baron, critico musicale tedesco. Importante rivista di batteria tedesca)
TradUZIONE italiano: DRUMS & PERCUSSION:
Un progetto coraggioso! Il batterista nato a Napoli si e` proposto di affrontare la completa Nona sinfonia del buon vecchio Ludwig van e di scrivere su di questa un arrangiamento di batteria. Da circa 20 anni egli porta avanti questa idea in esibizioni solistiche sulla scena. Sia l`orchestra che il coro vengono assieme fuori dall`alambicco. Aiello procede anche nel primo cd con questo progetto in modo delicato, dinamico, melodicamente sensibile e mai per esibire se stesso o mai esagerato in un lavoro enorme, che finisce, come è noto, nell`ultima parte con l' "Ode alla Gioia". Un affascinante pezzo di musica, qui appunto servito in modo completamente diverso dal solito, cioè come rimescolamento (shuffle) di Beethoven, poichè Aiello osa introdurre di contrabbando un Groove o alla fine un piccolo Solo nel tessuto storico. Mio Dio!
Infos: www.massimoaiello.com
Montag, 23. April 2007
Recensione di Ingo Baron
recensione in lingua originale TEDESCA:
Ein
mutiges Projekt: Der in Neapel geborene Trommler hat sich nämlich nichts
weniger als die komplette Neunte des guten alten Ludwig van vorgenommen – und
ein Drumsetarrangement dazu geschrieben. Seit etwa zwanzig Jahren bringt er
diese Idee bereits in Soloshows auf die Bühne. Orchester wie Chor kommen dabei
allerdings aus der Retorte. Aiello geht auch auf der ersten CD mit diesem
Projekt empfindsam, dynamisch, melodisch sensibel und nie zum Selbstzweck oder
überladen ans gewaltige Werk, welches bekanntlich im letzten Satz mit der »Ode
an die Freude« endet. Ein faszinierendes Stück Musik – hier eben aber mal
ganz anders serviert, nämlich als 'Beethoven- Shuffle', denn Aiello wagt es,
hier und da ganz zaghaft einen Groove oder gen Ende auch ein kleines Solo in den
historischen Stoff zu schmuggeln. Mon Dieu!
Infos: www.massimoaiello.com
Montag, 23. April 2007
Reviewed by Ingo Baron
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2006 U.S.A.: SMYRNA - GA: CLASSIC DRUMMER: (www.classicdrummer.com)
Classic Drummer n° 24: Ottobre/Novembre/Dicembre 2006
Versioni: USA & Canada and International
(Recensione di CLASSIC DRUMMER MAGAZINE, The Fastest Growing Drum Magazine On The Planet: Ringraziamento a Billy Jeansonne Publisher / Editor)
TradUZIONE italiano: CLASSIC DRUMMER:
TRIBUTE
TO BEETHOVEN è
stato concepito, scritto ed eseguito da Massimo Aiello e consiste nella
realizzazione di un concerto per batteria su una registrazione della Sinfonia n.
9. Il risultato è un’interpretazione assolutamente nuova che rappresenta un
interessante evento musicale. L’opera è di assoluto successo ed è tuttora
rappresentata in teatri, piazze, chiese, ecc. sempre con un riscontro positivo
da parte del pubblico.
Recensito da Modern Drummer
(Aprile 2004)
Durata approsimativa
dell’opera circa 80 minuti
Contatti: Massimo Aiello massimoaiello@tin.it
www.massimoaiello.com
Prodotto da Azzurra Music s.r.l. (Italy)
www.azzurramusic.it
recensione in lingua originale americana:
TRIBUTE TO BEETHOVEN was conceived, written and performed by Massimo Aiello and consist of live music drums on a recorded back-ground of the Symphony No.9. The result is an absolutely new interpretation which represents an interesting cultural musical event. It is entirely successfull and it is still played in theatres, squares, churches, etc., always with positive response.
Reviewed by Modern Drummer (April, 2004)
Playing time approximately eighty minutes.
Contact Massimo Aiello at massimoaiello@tin.it
www.massimoaiello.com
Produced by Azzurra Music s.r.l. (Italy)
www.azzurramusic.it
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2006 GERMANIA: KÖLN: STICKS: (www.sticks.de)
N° di Gennaio 2007
(Recensione di Tom Schäfer, critico musicale tedesco. La più importante rivista di batteria tedesca)
TradUZIONE italiano: STICKS:
Che opera! Beethoven e la batteria! Un drumset fa un collegamento con la Nona sinfonia e fa dell’opera classica una nuova eccitante esperienza sonora. Massimo Aiello è iniziatore e batterista di questo progetto live eseguito spesso in Italia e ricco di successo. Con grande sensibilità per la dinamica della musica classica, con fiuto per le raffinatezze, per il mezzo stilistico della costruzione del tempo e dei ritmi, sottile atmosfera e classe orchestrale di batteria egli affascina per mezzo di una tecnica di successo, di mettere uno strumento del tempo moderno in collegamento con una classica opera di un genio.
Recensione di Tom Schäfer
recensione in lingua originale TEDESCA:
Was für ein Werk! Beethoven und das Schlagzeug! Ein Drumset geht hier eine Verbindung ein zu Beethovens "Neunter Symphonie" und macht des Klassisch-virtuose Werk zu einem neuartig aufregenden Hörerlebnis. Massimo Aiello ist Initiator und Schlagzeuger dieses in Italien oft aufgeführten und erfolgreichen Live-Projekts. Mit großem Feel für die Dynamik Klassischer Musik, mit Gespür für Feinheiten, für das Stilmittel der tempogestaltung, subtile Atmos und orchestraler Drumset-Klasse fasziniert er durck die gelungene Art, ein Instrument der Neuzeit in Verbindung mit einem Klassischen Geniestrich zu setzen.
Reviewed by Tom Schäfer
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2006 FRANCIA: PARIGI: BATTEUR: (www.batteurmag.com)
N° 197 Novembre 2006
(Recensione di Jean-Baptiste Perraudin, critico musicale francese. La più importante rivista di batteria francese)
TradUZIONE italiano: BATTEUR:
Le riletture della musica classica sono sempre state una sfida pericolosa. Il batterista Massimo Aiello ha fatto la scelta di sovrapporre una parte di batteria sulla Sinfonia N° 9 di Beethoven. La più ricca sinfonia del compositore tedesco comporta quattro movimenti, tra cui il famoso "Inno alla Gioia". Massimo Aiello ha fatto un grosso lavoro di scrittura per seguire e accompagnare questa opera di più di un'ora. Ma confesso di non aver pienamente aderito al suo modo di procedere. Tutti i movimenti di questa sinfonia non si prestano forzatamente all'esecuzione della batteria, forse sarebbe stato preferibile scegliere altre opere più corte. L'accostamento di ritmiche binarie rock non mi sembra sempre di miglior gusto; questo funziona meglio con un accompagnamento jazz. Forse sarebbe stato interessante utilizzare le spazzole o i mallets per variare i colori (Massimo Aiello: "ho usato spazzole e mallets per decine di minuti nel cd!....ma il critico ha ascoltato tutto il cd?....penso proprio di no....peccato!"). Riconosco l'investimento che richiede la preparazione di una tale registrazione, ma il risultato finale mi lascia piuttosto freddo. Da ascoltare per farsi un'idea.
Recensione di JEAN-BAPTISTE PERRAUDIN
recensione in lingua originale FRANCESE:
Les relectures de la musique classique ont toujours ètè un pèrilleux. Le batteur italien Massimo Aiello a fait le choix de superposer une partie de batterie sur la Symphonie N°9 de Beethoven. La plus riche symphonie du compositeur allemand comporte quatre mouvements, dont le fameux "Ode à la Joie". Massimo Aiello a fait un gros travail d'ecriture pour suivre et accompagner cette ceuvre de plus d'une heure. Mais j'avoue n'avoir pas pleinement adhèrè à sa dèmarche. Tous les mouvements de cette symphonie ne se prêtent pas forcèment au jeu de batterie, peut-être eut-il-ètè prèfèrable de choisir plusieurs ceuvres plus courtes. L'association des rythmiques binaries rock ne me semble pas toujours du meilleur goût; cela fonctionne mieux avec un accompagnement jazz. Peut-être aussi aurait-il ètè intèressant d'utiliser les balais ou les mailloches pour varier les couleurs (Massimo Aiello: "mais si j'ai jouer pendant dizaines de minutes avec balais et mallets!....mais celui-ci a écouter le cd par entier et de quelle façon?....je pense que non....dommage!"). Je reconnais l'investissement que demande la prèparation d'un tel enregistrement, mais le rèsultat final me laisse plutôt froid. A ècouter pour se faire une idèe.
Passè en revue par JEAN-BAPTISTE PERRAUDIN
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2007 ITALIA: ROMA: PERCUSSIONI (http://www.chitarre.com/percussioni/home.htm)
(di Federico Angelacci, critico musicale italiano. La più importante rivista di batteria italiana)
Un amore viscerale nei confronti di Beethoven è quello di Massimo Aiello, un amore spinto fino al punto di inserire la batteria e di suonarla dal vivo con base registrata su un'opera quale la Nona Sinfonia. I quattro movimenti che costituiscono l'opera mettono in luce tutte le caratteristiche senza le quali il batterista partenopeo non avrebbe potuto affrontare un compito del genere: tecnica, musicalità e forte senso della dinamica. Un prodotto ben riuscito e originale. (f. a.)
Recensione di FEDERICO ANGELACCIO
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2004 U.S.A.: CEDAR GROVE - NJ: MODERN DRUMMER N° di Aprile '04 (www.moderndrummer.com)
(di Robin Tolleson, critico musicale americano. L'autorevole rivista di batteria più importante e più letta nel mondo)
TradUZIONE italiano: MODERNDRUMMER:
VOTAZIONE:
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Chi di noi, ascoltando un brano di musica classica, come in una scena di "Wayne's World", non ha sollevato le braccia ed eseguito a mezz'aria un colossale passaggio di batteria? Bene, Massimo Aiello ha avuto il coraggio di mettere in pratica quello che noi tutti abbiamo solo sognato, e ha fatto un lavoro preciso. Aiello riesce ad entrare nell'opera, tramite un arrangiamento adeguato, assolutamente in modo non intrusivo in questa famosa sinfonia, sfoderando una raffinata padronanza delle dinamiche con uno stile tutt'altro che tiepido. Chiunque si permettesse di non cagare musicalmente questo cd non si può reputare un "vero" musicista, ben considerando l'ironia del modo di esprimersi della frase. Rock on! (www.azzurramusic.it)
Recensione di Robin Tolleson
recensione in lingua originale americana:
RATING:
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Who among us hasn't heard a piece of classical music, and as if a scene in Wayne's World, lifted our arms high and air-drummed a monster fill? Well, Massimo Aiello had the courage to do what the rest of us have only dreamed of, and he did the job right. Aiello thoroughly but unobtrusively arranged a drumset part for this famous symphony, showing a fine command of dynamics while pounding drums like kettles and cymbals like lightning rods. Anyone who poopoos this cd out of hand isn't a "true" musician, for included in that term must certainly be a sense of humor. Rock on! (www.azzurramusic.it)
Reviewed by Robin Tolleson
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2004 U.S.A.: SAN MATEO - CA: THE LANCE MONTHLY (www.lancerecords.com)
(Recensione di Beverly Paterson, critico musicale americano. Rivista di critica musicale prevalentemente rock)
TradUZIONE italiano: THE LANCE MONTHLY:
"Un batterista che eccelle per varietà di stili, Massimo Aiello affonda le sue bacchette nella mente di Beethoven qui in questo disco affascinante."
Aggiungere la batteria alla grande opera potrebbe essere piuttosto surrealistico, ma come Massimo afferma nelle note annesse, egli semplicemente esprime il suo rispetto verso il Maestro per il suo contributo al genere umano. Io non sono un’autorità su Beethoven, tuttavia io in definitiva apprezzo quello che ascolto e lodo Massimo per il modo intraprendente di affrontare l’opera. Quanto è sorprendente che questi stupendi brani musicali rimangano così senza tempo dopo tanti decenni. La musica classica resterà sempre con noi e, come Massimo dimostra, c’è spazio per costruire su di essa. Il disco….è veramente un risultato.
Recensione di Beverly Paterson
recensione in lingua originale americana: THE LANCE MONTHLY:
"Classical music will always be with us, and as Massimo proves, there's room to build on it."
A drummer, who excels at a variety of styles, Massimo Aiello sinks his sticks into the mind of Beethoven here on this fascinating disc. Adding drums to the great opera may seem pretty surrealistic, but as Massimo asserts in the liner notes, he's simply paying respect to the master for his contributions to mankind. I'm no authority on Beethoven, yet I definitely appreciate what I hear and commend Massimo for his enterprising approach. How amazing it is that these stunning pieces of music remain so timeless after so many decades. Classical music will always be with us, and as Massimo proves, there's room to build on it. "Tribute To Beethoven - Drum In The Symphony No. 9" is truly an accomplishment.
Reviewed by Beverly Paterson
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2004 AUSTRIA: VIENNA: SKUG (www.skug.at)
N° 58 Maggio 2004
(Recensione di Noël Akchotè, critico musicale austriaco. Importante rivista di critica musicale)
TradUZIONE italiano: SKUG:
Avete voglia di discutere ora di musica concettuale? Bene: Napoli incontra la Nona Sinfonia, oppure, più seriamente, il batterista Massimo Aiello suona sopra una registrazione del capolavoro di Beethoven e ci informa che lo sta facendo dal 1987. Non pensate forse che si debba assolutamente avere una cosa del genere? Dunque facciamo suonare ancora una volta questa sinfonia e lasciamo che lui suoni la batteria sopra l'interpretazione dell'Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca (sotto la direzione di Walter Attanasi). Forse voi ora pensate che io sia ancora una volta sarcastico, ma questo non è affatto vero, perchè io posso solo ringraziare Dio per un simile impegno e una simile personale convinzione. Forse il nostro Aiello ha effettivamente qualcosa che noi non abbiamo, o forse Beethoven nella Nona avrebbe volentieri lavorato con Gene Krupa, Jeff Porcaro o Ringo, se solo li avesse conosciuti? A proposito del CD due osservazioni: in primo luogo la batteria potrebbe essere qualche volta più forte, in secondo luogo, dopo il Rondò Veneziano, sembra difficile dire precisamente quali strade si possono percorrere per inserire la batteria nella musica classica. Io stesso sono in possesso di un promo-cd che ho ricevuto da Tony Hymas (da lungo tempo tastierista di Jeff Becks e compositore di "I Wan't Let You Down" di PhD) e che ha il bellissimo titolo "Steinway to Heaven" (e che era un lavoro su commissione di questo leggendario produttore di pianoforti). Lì è possibile ascoltare riuniti tutti i grandi del Rock e del Pop che affrontano come possono i capolavori classici e il piano. Tornando a Massimo: io ho veramente gustato la prima mezzora, si dimentica quasi il Maestro. Chissà se Napoli non sta forse prendendosi qui un'enorme vendetta. E' magnifico!
Recensione di NOËL AKCHOTÉ / Ü: FRIEDERIKE KULCSAR
recensione in lingua originale aUSTRIACO: SKUG:
Möchten Sie jetzt über Konzeptmusik sprechen? Gut: Neapel trifft auf die Neunte, oder – ernsthafter – der Schlagzeuger Massimo Aiello trommelt zu einer Aufnahme von Beethovens Hit und lässt uns wissen, dass er das bereits seit 1987 tut. Glauben Sie nicht auch, dass wir das unbedingt haben müssen? Also spielen wir noch einmal diese Symphonie und lassen wir ihn zur Interpretation des Slowakischen Radiosymphonieorchesters (unter Walter Attanasi) rocken. Vielleicht denken Sie jetzt, dass ich wieder einmal sarkastisch bin, aber das stimmt überhaupt nicht, denn solche Zielstrebigkeit und persönliche Überzeugung kann ich weiß Gott nur begrüßen. Vielleicht hat unser Aiello tatsächlich etwas, was wir nicht haben, oder hätte Beethoven bei der Neunten lieber mit Gene Krupa, Jeff Porcaro oder Ringo zusammengearbeitet, wenn er nur von ihnen gewusst hätte? Zur CD selbst zwei Anmerkungen: erstens könnte das Schlagzeug um einiges lauter sein, und zweitens kann man nach Rondo Veneziano nicht mehr genau sagen, welche Wege beschritten werden, wenn es um Drums und klassische Musik geht. Ich selbst bin im Besitz einer Promo-CD, die ich von Tony Hymas (Jeff Becks langjährigem Keyboarder und Komponist von »I Won’t Let You Down« von PhD) erhalten habe und die den wunderschönen Titel »Steinway to Heaven« trägt (und auch eine Auftragsarbeit dieses legendären Klavierherstellers war). Darauf sind alle möglichen Größen des Rock und Pop versammelt, die sich nach bestem Wissen und Gewissen an die Aufgabenstellung Klassikhits und Klavier heranmachen. Aber zurück zu Massimo: Ich habe die erste halbe Stunde wirklich genossen, man vergisst fast den Meister – und wer kann schon sagen, ob Neapel hier nicht furchtbare Rache nimmt. E magnifico!
Reviewed by NOËL AKCHOTÉ / Ü: FRIEDERIKE KULCSAR
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2004 NORVEGIA: MO I RANA: LUNA KAFE' (www.lunakafe.com)
(Recensione di Kentil'zha, critico musicale norvegese. Rilevante rivista di critica musicale varia)
TradUZIONE italiano: LUNA KAFE':
Un batterista italiano fa un esperimento con una sinfonia vecchia di 180 anni e il risultato è migliore di quanto voi potreste pensare. Come batterista, spesso io mi ritrovo a battere il tempo quando sto ascoltando della musica priva di batteria e percussioni. Non perché ci sia qualcosa di sbagliato nella musica priva di batteria, ma solo perché io amo fare esperimenti e immaginare come potrei suonare con una batteria. Il batterista italiano Massimo Aiello ha sviluppato un po’ di più questa idea registrando se stesso mentre suona la batteria durante la famosa Nona sinfonia di Beethoven. La conoscete, quella con la meravigliosa melodia - “Ode alla Gioia” - quella che il cattivo individuo canticchia in “Duro a morire”. Senza ricordare gli innumerevoli altri film nei quali è stata usata. Ora, immagino che alcuni puristi abbiano grandi problemi con uno che registra la batteria sopra un pezzo classico in questo modo, così lasciatemi dire solo questo: se voi amate la musica classica e pensate che essa debba essere suonata solo come il compositore l’ha scritta, allora state lontani da questa registrazione. Se, invece, voi amate la musica classica e non vi dispiace se si fanno esperimenti con essa, potrebbe valere la pena di fare una verifica. Aiello ha suonato una registrazione della Nona sinfonia di Beethoven fatta dall’Orchestra della Radio slovacca (con il loro permesso, io spero) e ha registrato la sua batteria sopra di essa. Piuttosto che suonare semplicemente dei ritmi, egli usa la sua batteria e i suoi piatti come un’orchestra in se stessa, facendo un elogio - più che una sopraffazione – nei confronti della sinfonia. La batteria nel missaggio è più debole di quanto ci si potrebbe aspettare, perfino forse troppo debole talvolta. In alcune delle parti più forti, l’orchestra fa quasi sparire la batteria. Veramente non è un problema e io penso che questo dica a proposito del senso della dinamica di Massimo Aiello più che qualsiasi altra cosa. Durante i 71 minuti del disco il suono della batteria è quasi tendente al jazz, questo ha un effetto veramente interessante sul suono complessivo. Inoltre c’è un lavoro gradevole dei piatti nelle parti calme e talvolta un stile altisonante dei tom-tom nei pezzi più forti. C’è un breve pezzo di batteria come introduzione al terzo movimento e un a-solo più lungo verso la fine del quarto movimento, che, di nuovo, non disturba il capolavoro di Beethoven, ma quasi fa un elogio nei suoi confronti. Come dice il titolo, è un Tributo. E funziona, grazie alla melodica batteria di Massimo Aiello.
Copyright © 2004 Kentil'zha (kentilzha@fuzzlogic.com)
recensione ORIGINALE in lingua INGLESE: LUNA KAFE':
Italian drummer experiments with 180 year old symphony, and the result is better than you might think. As a drummer, I sometimes find myself tapping out rhythms when I'm listening to music with no drums or percussion. Not because there's anything wrong with drumless music, but I just like to experiment and imagine what it would sound like with drums. Italian drummer Massimo Aiello has taken this concept a bit further by recording himself playing drums along with Beethovens famous ninth symphony. You know, the one with that beautiful melody - "Ode to Joy" - that the bad guy is humming in "Die Hard". Not to mention the countless other movies it's been used in. Now, I can imagine that purists have huge problems with someone recording drums onto a classical piece in this manner, so let me just say this: If you love classical music and believe that it should only be played as the composer wrote it, then stay away from this recording. If, on the other hand, you love classical music, and don't mind it being experimented with, this could be well worth checking out. Aiello has used a recording of Beethoven's ninth symphony by the Slovak Radio Symphony Orchestra (with their permission, I hope), and recorded his drums along with that. Rather than just playing straight beats, he uses his drums and cymbals like an orchestra in itself, complimenting - rather than overpowering - the symphony. The drums are lower in the mix than you might expect, perhaps even too low at times. On some of the louder parts, the orchestra almost drowns out the drums. It's not really a problem, though, and I think it says more of Massimo Aiello's sense of dynamics than anything. Throughout the 71-minute CD, the drumming is often quite "jazzy", which has a very interesting effect on the overall sound. There is also some nice cymbal work on the quiet parts, and some tom-tom bombast on the louder bits. There is a short drum intro to the third movement, and a longer solo towards the end of the fourth movement, which, again, does not intrude upon Beethoven's masterpiece, but rather complements it. As the title says, it's a tribute. And it works, thanks to Massimo Aiello's melodic drumming.
Copyright © 2004 Kentil'zha (kentilzha@fuzzlogic.com)
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2004 ITALIA: TERNI: JAZZ-it (www.jazzit.it)
Jazzit n° 22: Maggio/Giugno 2004
(Recensione di Roberta Baldizzone, critico musicale italiano. Importante rivista nazionale di critica musicale Jazz)
Tratto dall'omonimo spettacolo realizzato per la prima volta nel 1987 al Teatro Pio X di Padova, "Tribute to Beethoven" rappresenta un'altra tappa del percorso sperimentale di Massimo Aiello. Avvicinatosi già in precedenza alla musica colta (ricordiamo le esibizioni su estratti di opere come "Guillaume Tell" di Rossini e "Le Sacre du Printemps" di Stravinskij, della fine degli anni ottanta), il musicista napoletano utilizza questo colosso del repertorio classico come scenario per le sue improvvisazioni: i quattro movimenti della sinfonia vengono accompagnati e inframmezzati dagli interventi solistici improvvisati dal batterista. A fargli da base, una pregevole incisione del capolavoro beethoveniano nell'esecuzione della Camerata Cassovia diretta da Walter Attanasi. (RB)
Recensione di ROBERTA BALDIZZONE
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2004 ITALIA: MILANO: ROCKIT (www.rockit.it)
(Recensione di Antonio Rettura, critico musicale italiano. Il più grande portale di musica in Italia)
Recensione di Antonio Rettura (e-mail: antonio@rockit.it)
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2004 ITALIA: MORSANO AL TAGLIAMENTO (PN): MUSICHEART (www.musicheart.it)
(Recensione di Celeste Piccolo, critico musicale italiano. Portale italiano di musica indipendente)
E’ un simpatico e sapiente modo, oltrechè originale, quello
ideato dal batterista napoletano Massimo Aiello, per ringraziare Beethoven per
quanto ha dato all’umanità con la sua musica. L’intrusione nei quattro
movimenti della Nona è discreta, intelligente, appropriata, mixata con giusto
equilibrio. Il suono risulta gradevole, spesso si confonde con la base, segno
evidente che Aiello ha studiato a fondo modi e tempi di intervento. Originale
l’aggiunta del solista prima del 3. movimento; più
“scontato”l’intervento prima del finale . D’altra parte il finale è la
parte meno Beethoveniana di tutta la sinfonia, quindi ci può stare anche Aiello,
che ha aggiunto la sua chiave di lettura, ma che non ha dato fastidio. Resta da
chiedersi cosa avrebbe detto Beethoven, se avesse ascoltato ai suoi tempi,
l’aggiunta del batterista italico. Si sarebbe forse trincerato in un “In
questi ultimi tempi non sento bene...”.
Recensione di Celeste Piccolo
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2003 RUSSIA: MOSCA: SEE SAW (www.seesaw.ru)
(Rec. di Vladimir Shakhov, membro MJJA, noto e apprezzato giornalista e critico musicale jazz in Russia. Scrive per importanti riviste come questa SEE SAW di Mosca)
TradUZIONE italiano: SEESAW:
Ascoltando la Nona di Beethoven con uno stereo potentissimo oppure con un modesto player come il mio, c’è sempre qualcosa che manca….puoi mettere la Nona durante una serata in discoteca….nessuno si metterà a ballare. In India la gente ci passerebbe accanto annoiata e in un cantiere, tra rumori di catene e betoniere…., nessuno ci sentirebbe qualcosa. Avete indovinato cosa manca? La batteria.
Tutti se ne rendono conto ma il coraggio di prendere le bacchette e batterle per 80 minuti l’ha avuto solo Massimo Aiello batterista free-lance e insegnante di musica.Massimo Aiello è italiano e suona da quando aveva dieci anni. Ha avuto insegnanti come Tullio de Piscopo e Enrico Lucchini. Gli piace studiare e migliorarsi: non siamo nel Rock’n’Roll ma ciò è meritevole di rispetto e ha suonato con 80 gruppi italiani e stranieri e in 40 stili diversi. Ed ecco che nel 2001 ha inciso Tribute to Beethoven-Drum in the Symphony no.9 per Azzurra Music. Con un arrangiamento per batteria della Nona di Beethoven.
Considerando che da piccoli crescevamo con Beethoven - un pezzetto di sinfonia, un sample da Windows XP, un’interpretazione in stile rock’n’roll – da un punto di vista classico, si può associare solo alla caduta del direttore d’orchestra: ma non possiamo ignorare questo disco.
Che cosa c’è in questo disco? Se è vero che è bene annaffiare le piante travasandole….i fiori sono idee che crescono nel vaso dell’arrangiamento. Con le melodie al loro posto, Massimo ha sudato per suonare senza dominare – sottolineare senza cancellare….e così i fiori di Beethoven continuano a fiorire con petali rossi. Pam –Ru-pa-pa. Ra-pa-pa-pa, Ra-pa-pa-pa. Riconosci il 28° minuto?
Trapianta. Incidi in modo attuale, aggiungici un suono “umido da garage” oppure un minimo di strumentazione di strumenti a tasti o strani, oppure un testo perfetto oppure un tranquillo dub. Bene che non ci sia nulla di tutto ciò. Hey Fatboy, Junky,….?
Dai nutrimento ai fiori. Ed ora, quando c’è silenzio, si sentono flauti e bassi bum bum. Per chi non ha senso del ritmo c’è il tema principale. Massimo scandisce il tempo perfettamente, non suona una nota in eccesso o in meno, sia che suoni tanto o poco. Misura e gusto si sentono anche durante il buio totale, che dico?, durante il silenzio. L’”Inno alla Gioia”, nei punti dove gli strumenti, (ehmm) le chitarre, le tastiere distorte e i tamburi tacciono e si sente solo il coro, riceve un nuovo respiro percussivo, si vede che i denti sono stati ripuliti, non odorano più, anzi c’è qualcosa di fresco. Poi al 22° minuto e mezzo, quarto movimento, movement, come indicato nel disco, si sente un pieno, libero, probabilmente improvvisato, assolo di Massimo. Si capisce con quanta forza l’aveva trattenuto fino ad allora. Poi segue una potente e breve risoluzione finale ed è tutto, il disco finisce.
Era tanto che non avevamo tra le mani un disco da “frugare” ascoltandolo al millimetro, distinguendone i minuti e la durata dei pezzi musicali. Idea interessante, direzione giusta, allegro il design inglese in musica, non si può avere solo la forza di premere sui tasti, bisogna anche considerare altre cose. Io la vedo così: con un orecchio, un occhio, una mano suonare e con gli altri (orecchio, occhio e mano) ricordare.
Io affiderei ad occhi chiusi mio figlio batterista a Massimo….che tra l’atro è pure insegnante di batteria.
In verità qualcuno dallo stile accademico ha consigliato di buttare questo disco….ma noi la pensiamo diversamente.
Recensione di Vladimir Shakhov
recensione in lingua originale RUSSA: SEESAW:
Все это чувствуют, но смелости взять в руки барабанные палочки, и отстучать 80 минут живой музыки хватило только у Массимо Аиелло, фриланс-барабанщика и учителя музыки. Уроженец Италии, в десять лет впервые стукнувший и с тех пор барабанщик. У него знаменитые учителя: Tullio De Piscopo, Enrico Lucchini. Вообще, Массимо любит учиться и совершенствовать себя, это конечно нах не рокнролльно, но заслуживает уважения, с другой стороны он играл в 80ти группах итальянских и зарубежных и в 40а стилях. И вот в сентябре 2001ого он записывает Tribute To Beethoven—Drum in The Symphony no. 9 c лейблом компании Azzura Music. Барабанную аранжировку симфонии номер 9 Бетховена.
Учитывая, что все мы даже под стол ходили с именем Бетховен; кусочек симфонии—сэмпл к виндоусу ХР; интерпретации всегда в стиле рокнролл; классический ассоциируется только с падением дирижёра в летнем театре; а также, используя ряд один-индивид-чтотоесть мы не могли этот диск пропустить мимо.
Что же на диске? Мама моя всегда твердит: подкармливай цветы когда пересаживаешь. В этой фразе ключ к вопросу круто это или нет. Итак, цветы—цветы это идеи что растут из горшка аранжировки. Мелодии на месте, Массимо наверное много потел чтобы играть не доминируя, подчёркивать не зачёркивая. Цветы Бетховена продолжают цвести красными лепестками из этой пластинке. Пам-Ру-па-пу-пу. ру-пу-пу-пу, Ру-пу-пу-пу. Бур Бу. Что не узнали? 28ая минута.
Пересаживай. Правильно, сделай запись актуальной, добавь влажного гаражного звука, или минимума клавишных, или странные инструменты, или совершенный текст, или мирный даб. Хорошо что ничего этого нет. эй Фэтбой, Джанки, кавер?
Подкармливай. Зато теперь, когда тихо, слышно и высокие трубы свирели, что там у них, и низкие бум бум. Для людей без ритма в голове есть основная тема, кстати Массимо идеально попадает, и нигде, повторяю, нигде не сыграет лишней ноты, либо слабый сил жалеет, либо хороший музыкант. Чувство меры и вкус вне всяких похвал есть даже время полной темноты, тьфу, тишины. Ода Радости, в местах где инструменты, гм, гитары клавишные дисторшены и бубны смолкают и слышен только хор, получает новое барабанное дыхание, видно зубы чищены, ничем не попахивает, даже свежо как-то становится. А потом, на 22ой с половиной минуте 4 движения, movement, как обозначено на диске, слышно полное, свободное, импровизированное должно быть, соло Массимо. Видно как сильно он терпел, чтобы не разродиться раньше. Затем мощное короткое разрешение и всё, диск закончился.
Давно не попадался в руки диск, который интересно несколько раз прошарить перемоткой диска, подмечая минуты и длины кусков музыки. Интересная идея, правильное направление, долой британский дизайн в музыке, нельзя обладать просто силой нажимать на кнопки, нужно ещё чуть оглядываться. Одними ухом, глазом и рукой играть, а другими вспоминать, вот как я это понимаю. Вполне доверил бы Массимо учить моего сына-барабанчика, он ведь учит ещё к тому же.
Правда некие господа из академического стиля советовали выкинуть этот диск к свиньям, мы, в синтипопе, думаем, что очень даже ничего так.
Vladimir Shakhov
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2003 GRECIA: ATENE: ARTISSIMO (www.artissimo.gr)
(Recensione di John Tzinieris, critico musicale greco. Rivista di critica musicale prevalentemente classica)
TradUZIONE italiano: ARTISSIMO:
IN GENERALE
Bene, questo non è un caso generalmente usuale di registrazione di un lavoro normale: il contenuto del CD consiste nella esibizione della Nona Sinfonia fatta dall’Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca (esibizione infatti molto buona con l’orchestra diretta da Walter Attanasi) con il Coro Filarmonico Slovacco che partecipa nel quarto movimento molto famoso della Sinfonia e con la registrazione della batteria di Massimo Aiello, che viene sovrapposta alla base di musica classica iniziale, cosicché il risultato finale è l’effetto mescolato dei due fattori: la Nona Sinfonia di Beethoven e l’interpretazione personale alla batteria di Massimo Aiello. Un esperimento veramente interessante! Funziona? Bene, il sottoscritto risulta non essere un esperto di batteria, ma egli apprezza sempre un buon assolo di batteria o un passaggio ben eseguito. Comunque l’esperimento è assolutamente riuscito! L’orecchio dell’ascoltatore effettivamente ricava piena soddisfazione. Inoltre la corrispondente esibizione di Aiello ha sempre avuto pieno successo, non è vero?
TECNICA DEL LAVORO
Massimo è un batterista molto bravo, ma questo non è sufficiente nel nostro caso! La Nona Sinfonia di Beethoven è l’estrema sorgente della ispirazione e dell’elevazione mentale, piena di passaggi melodici magici e una struttura ammirata sopra ogni cosa, così l’intervento dovrebbe essere molto prudente e bilanciato, altrimenti verrebbe fuori un suono abbastanza “sciocco”. La piena “drum-palette” (tavolozza della batteria) di Aiello è usata sapientemente e abbastanza in accordo con lo spirito di Beethoven. L’artista italiano ha mostrato un pieno rispetto per l’atmosfera originaria del lavoro e i suoi schemi immaginativi alla batteria sono stati in completo accordo con i percorsi melodici e armonici dell’orchestra. La parte della batteria è un pezzo di bravura e interessante, forse potrebbe stare da solo per conto suo abbastanza bene, la variazione è ben usata (inclusa una buona quantità di periodi di silenzio della batteria!) e colorazioni della batteria “intonate” (ben assortite) sono sistemate con successo. Io devo ripetere che la missione del nostro artista non era facile: il lavoro originale è di valore artistico fantastico e solo una perfetta orchestrazione a batteria sovrapposta potrebbe sopravvivere.
CARATTERE DEL LAVORO
Poiché le batterie sorreggono l’anima ritmica di un pezzo di musica, noi ci aspetteremmo normalmente che il capolavoro orchestrale di Beethoven sia diventato più ritmico di quanto normalmente era più di 150 anni fa! Bene, questo è vero. Suoni di Hi-Hats chiusi avanzano orgogliosamente e i piatti sottolineano le “curve” e gli “angoli” delle frasi, mentre vari tipi di casse e rullanti sono usati in pieno accordo con lo spirito di Beethoven per accentuare specifiche note importanti – talvolta essi sono usati insieme con i timpani dell’orchestra classica. I toms inoltre danno un sapore più “piccante” ad alcuni passaggi. Altri suoni del ricco complesso di batteria sono usati occasionalmente, con maggiore interesse per essere in equilibrio con lo spirito classico piuttosto che per impressionare “con facilità” il pubblico (Aiello è anche un ottimo batterista). Le formazioni dinamiche della batteria sono inoltre ben giustificate artisticamente: esse di solito seguono le indicazioni proprie di Beethoven, ma talvolta viene usata un’impronta più personale – con risultati molto piacevoli.
BREVE DESCRIZIONE DELLE PARTI
1° movimento – Allegro ma non troppo, un poco maestoso – Durata di circa 16 minuti e mezzo. Questo è un movimento “scuro” e “difficile” – gli accordi trionfali sono sorretti da esplosioni e da “conferme” della batteria, parti di una dinamica media diventano più interessanti e alcuni passaggi sono trattati con attenzione e in modo quasi da accompagnamento. Le curve melodiche ultra-belle del movimento sono una specie di trappola per questo genere di orchestrazione a batteria, ma Aiello ha usato il proprio strumento in un modo molto appropriato. Il movimento ha guadagnato alcuni speciali punti strumentali con l’uso della batteria! Basta ascoltare con mente aperta e forse voi sarete d’accordo! La fantastica orchestrazione di Beethoven è assecondata dall’uso della batteria, anche se la generale grazia classica è attenuata. Un risultato veramente buono, Massimo!
2° movimento – Molto vivace – Durata di oltre 15 minuti. Bene, questo è il mio favorito: sarò inflessibile! Il sostegno ritmico è vivace e interessante, aggiungendo contenuto dinamico al movimento originale. Le frasi sono qui esattamente separate e la batteria ha ovviamente molte possibilità per “rafforzare” la struttura complessiva: i piatti aggiungono felicemente una fresca qualità e i timpani dell’orchestra sono audacemente sorretti dalla batteria. In certi punti del movimento, alcuni speciali suoni della batteria, per esempio il rullo pressato, veloci cambi di Hi-Hat ecc. hanno dato un interesse in più all’orchestrazione di Beethoven. In breve, lo scema ritmico è diventato più evidente e messo più in rilievo che prima. E’ piuttosto una questione di gusto personale. Io penso che il risultato finale sia un suono sufficientemente interessante.
Present (dono) per Ludwig – Durata di circa 1 minuto e mezzo. Qui c’è un vero solo di batteria. Ovviamente il suo obiettivo è quello di dare un’impronta più personale all’opera. Effettivamente possiamo ascoltare molti interessanti suoni di effetti dei piatti che contribuiscono a dare un’atmosfera più simile ad un sogno e che chiaramente arrivano come un’opposizione al successivo movimento quieto di Beethoven.
3° movimento – Adagio molto e cantabile – Durata di circa 14 minuti e mezzo. Calmo e dolce come un sogno che sta diventando realtà – emozionante come un’aria da orchestra – Aiello è qui molto molto prudente: ogni cosa può rovinare i suoni di tutto l’universo di Beethoven! Alcuni sottili effetti di sfondo che danno un senso abbastanza opaco sono seguiti da un contributo della batteria progressivamente più attivo nella parte ma sempre con una gradualità corretta. L’intera pittura è magica: i violini (e poi gli strumenti a fiato) stanno cantando e qualcosa d’altro sta esprimendo ammirazione nella propria maniera. Qui Aiello ci mostra che il silenzio spesso è prezioso come l’oro (e l’artista è sufficientemente maturo per assicurare questo fatto). Il contributo della batteria relativamente delicato è interrotto solo nella parte (abbastanza breve) dove l’orchestra suona con un volume abbastanza alto, con gli ottoni che mostrano la strada! In generale una totale magia con la batteria che prende la propria parte in essa!
4° movimento – Presto (con coro finale) – Inno alla Gioia – Durata di circa 22 minuti e mezzo. Uno dei più famosi movimenti mai creati! Ora la batteria ha una parte più attiva accentuando le frasi dinamiche e confermando la tensione complessiva. Vari effetti interessanti ci danno alcune idee sulle capacità del batterista e sul suo possibile contributo in un passaggio di stile classico. L’ ”Ode alla Gioia” comincia con una melodia suonata dagli archi più bassi! Che momento glorioso! Ora la batteria sta ammirando in silenzio. Poi essa partirà ad aiutare un po’ nella grandezza di Beethoven! Poi è il tempo per il grande TUTTI orchestrale con la batteria che risplende! Fantastico! La magia va avanti nella frase successiva di collegamento! Poi è il turno ad apparire delle voci umane. La batteria ha un ruolo attivo e sostiene ogni prova di musica spesso in un modo molto dinamico. Qualcuno può sostenere che Aiello talvolta esagera, ma, in generale la batteria lavora bene. Un altro movimento interessante è la Marcia Turca, dove (normalmente) la batteria arriva molto nell’orchestrazione, seguita da molta musica “avventurosa”, fino ad arrivare a una “ricca” ripetizione del tema ben conosciuto dell’Ode alla Gioia. La continuazione è piena di buoni suoni di batteria e di linee vocali divine. Spesso noi possiamo di nuovo attendere che la batteria ammiri in relativo o completo silenzio. Che cerimonia! La batteria celebra con il resto dell’orchestra mentre partecipa al grande rito. Ora la musica è al di là di ogni descrizione! Un battaglione di angeli sta cantando! Che gioia! Il finale del movimento non è meno impressionante: la batteria sta sempre aiutando nel grande tentativo e sta aspettando il momento in cui essa può essere più attiva. La musica sta gradualmente venendo meno e un assolo di batteria va avanti…
Melodic Drum Solo – Durata di circa 8 minuti. Un normale assolo di batteria si sta sviluppando. Questa volta non solo i piatti ma anche tamburi e ogni altro tipo di materiale da batteria partecipano. Il suono è un pezzo di bravura ed interessante. Il ritmo è relativamente stabile e sorretto da cambiamenti nel materiale sonoro che solo i batteristi sono capaci di fare. Aiello sembra essere un batterista molto bravo ed esperto con un inventario di idee musicali, di stili e di modi di esprimere se stesso! Anche se il brano è lungo circa 8 minuti, l’ascoltatore non proverà nessun tipo di noia o di indifferenza! Dopo la fine del brano, ritorna Beethoven…
Resto del Finale – Durata di circa 2 minuti. Un finale molto forte che è sorretto di nuovo dal potere della batteria in un modo molto intonato. Nella frase veramente finale della sinfonia, il grande piacere dell’ascoltatore si mescola ad una grande soddisfazione…
IMPRESSIONE FINALE
Per essere onesto, l’uso della batteria nella Nona Sinfonia di Beethoven riduce il suo carattere di opera classica, ma l’idea generale è di dare un’interessante orchestrazione alternativa. Massimo Aiello, batterista e musicista veramente buono, opera in modo da darci un’orchestrazione alternativa in un modo gradevole e convincente senza offendere lo spirito e la grandezza di Beethoven. Il rispetto dell’artista per il gigante tedesco è più che evidente per un ascoltatore di musica classica. La batteria è suonata in un modo tale che le frasi rimangono chiare e ben sostenute, in generale la base ritmica è sufficientemente delicata e mantiene l’atmosfera complessiva nel normale alto livello di Beethoven, solo pochi casi possono essere richiamati, dove la batteria potrebbe essere considerata come una rottura dell’equilibrio molto delicato. Massimo Aiello ha fatto un lavoro molto buono che onestamente può essere considerato un risultato artistico veramente importante! Bravo!
Recensione di JOHN TZINIERIS
recensione ORIGINALE in lingua INGLESE: ARTISSIMO:
IN GENERAL
Well, this is not a mostly usual case of the recording of an ordinary work : the CD content consists of the 9th symphony performance by the Slovak Radio Symphony Orchestra (very good performance as a matter of fact - orchestra directed by Walter Attanasi) with the Slovak Philarmonic Choir to participate in the most famous 4th movement of the symphony and Massimo Aiello's own Drum recording to be "applied" on the initial classical music "layer", so that the final result is the mixed influence of both factors : Beethoven 's 9th Symphony and Aiello's own drum interpretation. A really interesting experiment ! Did it work ? Well, the undersigned happens not to be a drum expert, but he always enjoys a good drum solo or a well-filled passage. However, the experiment is absolutely successful ! The ear of the listener actually gets full satisfaction ! Besides, Aiello's corresponding show has always been a success, hasn't it ?
WORK TECHNIQUE
Massimo is a very good drum artist, but this is not enough in our case ! Beethoven's 9th symphony is the ultimate source of inspiration and mental elevation, full of magical melodic passages and an admired overall structure, so the intervention should be very careful and balanced, otherwise a rather "silly" sound would come out ... Aiello's full "drum-palette" is used wisely and quite in accordance with Beethoven's spirit - the Italian artist has shown a full respect for the original's work atmosphere and his drum imagination schemes have been in complete symphony with the orchestra's melodic and harmonic courses. Drum's part is "fat" and interesting, perhaps it could stand alone by itself quite beautifully, variety is well-used (including a good deal of drum-silence periods!) and matching drum colorations are fitted successfully. I must say again that our artist's mission was not an easy one : the original work is of fantastic artistic value and only a perfect "overlaid" drum orchestration would survive.
WORK CHARACTER
Since drums are usually supporting the rhythmical being of a piece of music, we would normally wait that Beethoven's orchestral masterpiece has become more rhythmical than it used to be for more than 150 years now ! Well, that is true. Closed hi-hats sounds are stepping proudly and cymbals are underlining the "curves" and the "corners" of the phrases, while various types of bass drums and snare drums are used in fully accordance with Beethoven's spirit to accent specific important notes - sometimes they are also used along with the classical orchestra's own timpanis. Toms also give some passages a more "piquant" flavour. Other sounds from the drummer's rich soundset are occasionally used, with more concern to be in balance with the classical spirit than to impress audience "easily" (Aiello is also a very good drummer). Drum's dynamic formations are also well artistically justified : they are usually following Beethoven's own marks but sometimes a more personal stamp is used - with very nice results !
BRIEF DESCRIPTION OF PARTS
1st movement - Allegro ma non troppo, un poco maestoso - Duration of about 16 minutes and a half - This is a most "dark" and "difficult" movement. Triumph chords are supported by drum's bursts and "verifications", parts of a medium dynamic are getting more interesting and quite passages are treated carefully and in a rather accompanying way. Movement's ultra-beautiful melodic bends are kind of traps for this kind of drum orchestration, but Aiello has used his own instrument in a most suitable way. The movement has gained some special instrumental points by the use of drums ! Just listen to it with an open mind and perhaps you will agree ! Beethoven's fantastic orchestration is seconded by the drum's use even if the overall classical favour is softened. Very good result Massimo !
2nd movement - Molto vivace - Duration of over 15 minutes - Hm, well, this is my favorite : I shall be relentless ! Rhythmical support is lively and interesting, adding dynamic content to original movement. Phrases here are strictly separated and drum has obviously many possibilities for "strengthening" the overall struct : eg. cymbals are happily adding a fresh quality and orchestral timpanis are daringly supported by drums. In certain points of the movement, some special drum sounds, for example drum rolling, fast hi-hat changes etc. has given extra interest to Beethoven's orchestration. In short, the rhythmical patterns has become more apparent and more stressed than before. It is rather a matter of personal taste. I think the final result is an interesting enough sound.
"Present for Ludwig" - Duration of approximately 1 minute and a half - Here is a genuine drum solo. Its purpose is obviously to give a more personal stamp to the whole work. Actually, we can listen to a lot of interesting cymbal-effect sounds which contribute to a more dream-like atmosphere and are distinctly coming as an opposition to the next Beethoven's quiet movement ...
3th movement - Adagio molto e cantabile - Duration of about 14 minutes and a half - Calm and dolce as a dream that is coming true - impressive as an orchestra aria. Aiello is very-very careful here : anything can spoil the whole universe of Beethoven's sounds ! Some subtle background effects that give a rather unclear sense are followed by a progressively more active contribution of drums in the part but always in the correct degree. The whole picture is magic : violins (and later the woodwinds) are singing and everything else being is admiring in its own way. Here Aiello shows us that silence is often as precious as gold (and the artist is mature enough to ensure this fact). The relatively delicate drum's contribution is only paused in the (rather short) part where orchestra plays in a rather loud volume, with the brass showing the way ! In general, a total magic with the drum taking its own part in it !
4th movement - Presto (with final chorus) - Ode to Joy - Duration of about 22 minutes and a half - One of the most famous movements ever ! Now drum has a more active part accenting dynamic phrases and verifying the overall tension. Various interesting effects are giving us some ideas about the capabilities of the drummer and his possible contribution in a classical-style passage. The "Ode to Joy" melody starts to be played in the lower strings ! What a glorious moment ! Now, drum is admiring in silence. Then, it will start to help a bit in Beethoven's greatness ! Then it is the time for the great orchestral tutti with the drum shining ! Fantastic ! The magic goes on to the next linking phrase ! Then, it is the turn of the human voices to appear. Drum has an active role and is supporting every try of music often in a most dynamic way. Someone can argue that Aiello is overdoing it at times, but, in the overall mood, drum is doing good. Another interesting moment is the Turkish March, where (normally) the drum is helping a lot in the orchestration, followed by a lot of music "adventures", later to arrive at a "rich" repetition of the well-known 'Ode to Joy' theme. The continuation is full of good drum sounds and god-like vocal lines. We can again often attend drums to admire in relative or complete silence. What a ceremony ! Drum is celebrating with the rest of the orchestra while taking part in the great rite. Music is beyond description now ! A battalion of angels are singing ... What a Joy ! The movement's finale is not less impressive : drum is always helping in the great try and waiting for the moments where it can be more active ... Music is then gradually fainting out, and a drum solo goes on ...
Melodic Drum Solo - Duration of approximately 8 minutes - A normal drum solo is developing. This time not only cymbals but also drums and all other drummer's kind of stuff are taking part. Sound is fat and interesting. Rhythm is relatively stable and supported by changes in sound material that only drummers are capable of. Aiello seems to be a very good and experienced drummer with an inventory of music ideas, styles and ways of expressing himself ! Although the passage is almost 8 minutes long, listener will not feel any kind of boredom or indifference ! After the end of the passage, Beethoven is back again ...
Rest of the Final - Duration of approximately 2 minutes - A very strong finale which is again supported by the power of drum in a most matching way. In the very final phrase of the symphony, listener's great pleasure is mixed with broad satisfaction ...
FINAL IMPRESSION
To be honest, use of drums in Beethoven's 9th symphony clearly lowers its classical favour, but the general idea is to give an alternate interesting orchestration. Massimo Aiello, a very good drummer and musician, managed to give us such an alternate orchestration in a nice and persuading way without harming Beethoven's spirit and greatness. The artist's respect for the German giant is more than obvious even for a classical listener. Drum is played in such a way so that phrases remain clear and are well-supported, rhythmical background is generally delicate enough and keeps the overall atmosphere in Beethoven's high standards, and only few instances can be recalled where drums could be considered as breaking the very sensitive balance. Massimo Aiello has done a very good job that can honestly be considered as an important artistic achievement as well ! Bravo !
Reviewed by JOHN TZINIERIS
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2003 U.S.A.: CHARLESTON - IL: AMBIENTRANCE (www.ambientrance.org)
(Recensione di David J Opdyke, critico musicale americano. Importante rivista di critica musicale)
TradUZIONE italiano: AMBIENTRANCE:
Massimo Aiello dà un saluto da percussionista al maestro Beethoven; se voi mai avete pensato che arrangiamenti sinfonici “chiaramente antichi” possano essere ravvivati da un po’ di suono in più di batteria, allora forse questo disco infiamma il vostro interesse. Il pezzo aggiunto a batteria è introdotto sottilmente durante il 1° Movimento, quando i timpani sono accresciuti da un leggero inserimento di rullanti, piatti ecc.; i nuovi ritmi sono usati con buon gusto, invece di pestare su tutta l’opera. L’attrezzatura di Massimo prende un tambureggiamento durante i passaggi più eccitanti del 2° Movimento, ritirandosi poi nei movimenti più leggeri. Ugualmente io riconosco l'Ode alla Gioia, anche se ero spaventato dalla voce d’opera maschile, che gorgheggia come una rana. Naturalmente, non essendo io troppo “dentro” il classico, non sono né oppresso dall’accrescimento né offeso dalla dissacrazione…ma un B- a Massimo, poiché segue la sua ispirazione ritmica.
Recensione di David J Opdyke
recensione ORIGINALE in lingua AMERICANA: AMBIENTRANCE:
Massimo Aiello gives a percussionist's salute to the classical master Beethoven; if you've ever felt that "plain old" symphonic arrangements could stand to be pepped up by a little more drumplay, then perhaps this'll spark your interest. The drummy additions are subtly introduced during 1° Movement, as traditional kettle drums are augmented by light inclusions of snares, cymbals, etc.; the new beats are tastefully applied, rather than stomping all over the production. Massimo's kit takes a pounding during the more rousing passages of 2° Movement, then receding in the lighter movements. Even I recognize Ode To Joy though was startled by the frog-warbling male opera voice. Of course, not being too "into" classical, I'm neither overwhelmed by the augmentation nor outraged by the desecration... but a B- to Massimo for following his rhythmic muse.
Reviewed by David J Opdyke
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2003 CANADA: WAVERLY-MONTREAL-QUEBEC: LA SCENA MUSICALE (www.lascena.org)
La Scena Musicale - Vol. 9, N° 3 novembre 2003
(Recensione di Rèjean Beaucage, critico musicale canadese. Importante rivista di musica classica con distribuzione internazionale)
TradUZIONE italiano: LA SCENA MUSICALE:
Una curiosità
L'etichetta italiana Azzurra Music lanciava nel 2001 un disco sorprendente del batterista Massimo Aiello : «Tribute to Beethoven – Drum in the Symphony no. 9 » (TBPJAB039). Si tratta di un'interpretazione della Nona della Camerata Cassovia sotto la direzione di Walter Attanasi, sopra la quale Aiello ha sovrainciso una parte di batteria! Con un solo nel bel mazzo dell'Inno alla Gioia! Questa può dare un'idea delle possibilità melodiche dello strumento, ma io credo che la storia riterrà valida soprattutto la prima versione!
Recensione di Réjean Beaucage
recensione in lingua ORIGINALE FRANCESE: LA SCENA MUSICALE:
Une curiosité
L'étiquette italienne Azzurra Music lançait en 2001 un disque étonnant du batteur Massimo Aiello : «Tribute to Beethoven – Drum in the Symphony no. 9 » (TBPJAB039). Il s'agit d'une interprétation de la Neuvième par le Camerata Cassovia sous la direction de Walter Attanasi, par-dessus laquelle Aiello a enregistré une partie de batterie ! Avec un solo au beau milieu de l'Ode à la joie ! Cela peut donner une idée des possibilités mélodiques de l'instrument, mais je crois que l'Histoire retiendra surtout la première version!
Reviewed by Réjean Beaucage
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2003 AUSTRALIA: DROMANA -VICTORIA: BUZZ MAGAZINE (www.buzzmagazine.com.au)
(Recensione di Peter Sutton, critico musicale australiano. Rivista di critica musicale varia)
TradUZIONE italiano: BUZZ MAGAZINE:
Principalmente Massimo Aiello è autodidatta nella ricerca musicale ed è un batterista di entrambi i generi, classico e rock. In questo disco a 4 tracce Massimo offre prova, se ce ne fosse bisogno, che egli è un esecutore abile e capace di dare un’interpretazione personale. Siccome questa è una registrazione classica, io devo ammettere di essere un po’ ignorante dei pezzi originali e avrei desiderato avere più informazione. E’ una registrazione complessa e sembra essere un insieme di nuovi pezzi interpretativi di batteria sovrapposti ad una registrazione classica (non eseguito dal vivo con l’orchestra). Con l’introduzione della percussione su ciò che era d’altronde un insieme di pezzi molto meno percussivi, percussione che avrebbe o stupito o offeso Beethoven.
Recensione di Peter Sutton
recensione ORIGINALE in lingua INGLESE: BUZZ MAGAZINE:
Massimo Aiello is primarily self trained in musical research and is a drummer of both classical and rock persuasions. In this 4 track release Massimo provides evidence if any is needed that he is a talented and interpretive performer. As this is a classical release I must admit to being a tad ignorant of the original pieces and would have liked more information. It is a complex release and appears to be a set of new interpretive drum pieces set to a classical philharmonic recording (not performed live with the orchestra) With the introduction of percussion into what was otherwise a far less percussive set of pieces that would either have amazed or outraged Beethoven.
Reviewed by Peter Sutton
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2003 SVEZIA: NASSJO: DEEPDIVE
(Recensione di David Johansson, critico musicale svedese. Rilevante rivista di critica musicale varia)
TradUZIONE italiano: DEEPDIVE:
Beh, questo disco è una delle cose più inspiegabili che siano successe durante gli otto mesi che Deepdive è esistito. Arriva un disco in tributo al vecchio Ludwig van Beethoven. Si rivela essere di un italiano di nome Massimo Aiello che ha rifatto la Sinfonia n.9 di Beethoven, inclusa la sua batteria! Per voi che non sapete ancora, non capita ogni giorno che pubblichiamo recensioni su vecchi classici, e come questo “teppista” dall’Italia abbia trovato noi svedesi (che diversamente ascoltiamo musica rock) è un mistero ancora più grande! Ma si, adesso guardiamo le cose da una prospettiva più ampia. Mettere una batteria moderna su vecchie sinfonie è, per quello che ho capito, abbastanza originale. Se lui ha copiato il resto della musica da qualche cd o cosa, non lo so, ma sembra l’originale (del quale non avevo sentito molto tranne il vecchio “rullo cult” di Kubrick in “A Clockwork Orange”). La musica classica è abbastanza soft da ascoltare quando uno vuole rilassarsi o ha problemi ad addormentarsi. La batteria jazz forse tira su un po’ l’atmosfera (ma dipende anche a chi lo chiedi). Il disco è composto di ottanta minuti di meravigliosa musica, composta da uno dei più grandi compositori mai esistiti, non posso commentare meglio se non dire che Beethoven era un tipo “cool”. Anche questo Massimo sembra essere un tipo molto “cool”, se ti piace….la post-classic symphony alternative, procurati “Tribute to Beethoven-Drum in the Symphony no.9”!
Recensione di David Johansson
recensione ORIGINALE in lingua SVEDESE: DEEPDIVE:
Hmm, denna skiva utgör en del av det mest oförklarliga som någonsin inträffat i Deepdives åtta månader långa existens. En hyllningsplatta till den gamla klassiska kompositören Ludwig van Beethoven dyker ner i brevlådan. Det visar sig vara en italienare vid namn Massimo Aiello som har spelat in Beethovens symfoni nummer nio, med sina egna trummor tillagda! För er som inte vet det ännu så är det inte varje dag vi slänger upp recensioner på gamla klassiska verk, och hur denne buse från italien har hittat oss svenskar (som för det mesta ägnar sig åt diverse rockmusik) är ett ännu större mysterium! Men, jaja, nu ska vi se på det hela ur ett öppensinnat perspektiv.
Att lägga moderna trummor på gamla symfonier är ju var jag har förstått rätt så originellt. Om han bara har kopierat den resterande musiken från någon CD eller något har jag inte fått begrepp om, men det låter som originalet (som jag inte har hört så vidare mycket av förutom i Kubricks gamla kultrulle "A Clockwork Orange"). Klassisk musik är ganska skön att lyssna på när man vill ta det lilla lugna eller när man har svårt att sova. Trummorna ger det en lite jazzigare underton och kanske rentav förhöjer stämningen lite (men det beror väl kanske på vem du frågar). Skivan består alltså av närmare åttio minuter av ljuvligt komposerad musik av en av våra största tonsättare någonsin, och jag kan nog inte kommentera mer än att han var en cool snubbe, Beethoven. Denne Massimo verkar också vara en riktigt skön typ, så gillar du.. alternativa post-klassiska symfonier, skaffa "A Tribute To Beethoven - Drum In Symphony No 9"!
Reviewed by David Johansson
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2003 OLANDA: AMSTERDAM: KINDA MUZIK (www.kindamuzik.net)
(Recensione di Remco Takken, critico musicale olandese. Una delle più grosse ed importanti riviste di critica musicale d'Europa, prevalentemente rock)
(N.B.: i punti 1,2,3,4,5,6 sono in completamento di traduzione)
TradUZIONE italiano: KINDA MUZIK:
Nei mercatini delle pulci riesci ancora a trovarli, LP degli anni settanta con rielaborazioni rock di musica classica. Qualunque sia la tua opinione riguardo al rock sinfonico di Ekseption o di Emerson Lake and Palmer negli anni successivi ci sono stati pochissimi musicisti in grado di…………[1] [2]Egli suona semplicemente la batteria sovraincidendola all’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven da parte di un’orchestra.[3]Ma vale la pena di conoscere solisti che rincorrono i loro sogni con determinazione. La registrazione di un CD viene effetuata così, oggigiorno non è più necessario ingaggiare orchestra costose per un progetto sinfonico megalomane. La musica classica è stata presa integralmente da un CD economico slovacco. Cuffia su, registratore digitale acceso e via con la sovraincisione. E’ semplicemente così. Dietro alla batteria di Aiello si sente anche una copia digitale della Slovak Radio Symphony Orchestra. Scadente? Grottesco? Banale? Certo, ma non dovrà sorprendere che Drum in the Symphony no.9 è allo stesso tempo sorprendentemente bello in ogni dettaglio. La batteria è perfettamente accordata, il mix con l’orchestra del CD è brillante. I ritmi creati da Aiello sulla Nona di Beethoven si muovono in maniera divertente [fra] il……[4]………Delle melodiose parti iniziali, [e] l’eroico del Finale. E, bisogna dirlo, l’improvviso assolo di Jazz verso la fine è semplicemente esemplare. Aperto e sciolto, [5], e non troppo lungo[6]
Recensione di: Remco Takken
recensione ORIGINALE in lingua OLANDESE: KINDA MUZIK:
Op rommelmarkten kom je ze nog wel eens tegen, jaren zeventig elpees met rockbewerkingen van klassieke muziek. Wat ook je mening mag zijn over de symfonische rock van Ekseption of Emerson, Lake & Palmer, er zijn in later jaren maar weinig muzikanten opgestaan die het neoklassieke bombast van deze groepen wisten te overtreffen. Voor de Italiaanse slagwerker Massimo Aiello is het een peuleschil. Hij gaat gewoon lekker een potje drummen bij een orkest dat de Negende Symfonie van Beethoven speelt.
Artistiek is het volslagen leeghoofdig, dit in de studio geconstrueerde eerbetoon. Maar het blijft aandoenlijk om kennis te nemen van eenlingen die consequent hun diepste dromen najagen. Een cd-opname is zo gemaakt, peperdure orkesten hoef je tegenwoordig niet meer te huren voor een megalomaan symfonisch project. Klassieke muziek rip je integraal van een Slowaaks budget-cdtje. Koptelefoon op, digitale recorder aan, en overdubben maar. Zo simpel is het. Achter Aiello’s drumstel klinkt dan ook een digitale kopie van de Slowak Radio Symphony Orchestra.
Goedkoop? Grotesk? Banaal? Jazeker, maar het zal niet verbazen dat Drum In The Symphony no. 9 tegelijkertijd verbazend knap is in ieder detail. Het drumstel is perfect gestemd, de mix met het cd-orkest is briljant. Aiello’s zelfverzonnen ritmes over Beethovens Negende bewegen zich op amusante wijze tussen droogkloterig in de melodieuze begindelen, tot heroïsch in de Finale. En, het moet gezegd, de plotseling op de luisteraar neervallende jazzy drumsolo tegen het einde is gewoon voorbeeldig. Open en los, met een voelbare onderliggende puls, en niet te lang. Kom daar maar eens om tegenwoordig.
Reviewed by Remco Takken
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2003 GERMANIA: BONN: DISCOVER (www.discover.de)
(Recensione di Peter Backof, critico musicale tedesco. Rilevante rivista di critica musicale varia)
TradUZIONE italiano: DISCOVER:
Gioia, bello splendore degli dei! Ho sentito bene? C’è qualcuno che suona la batteria sulla Nona sinfonia di Beethoven? Si alza, per così dire, con il pugno da Titano e si contrappone ad un monumento della cultura occidentale, per degradarlo a livello di un’attrazione da sagra? Niente affatto! Questa esibizione di Massimo Aiello, che si esibisce dal 1987 sulle piazze, in teatri, chiese, scuole e a festival, è nello stesso tempo originale e piena di valore dal punto di vista artistico. Aiello non si pone in contrapposizione all’opera, ma si esibisce nella struttura orchestrale, come se fosse stato composto assieme fin dall’inizio. In tutte le opere orchestrali è normale stendere un sintesi per pianoforte, per poter avere velocemente una visione d’insieme dell’essenza armonica di una partitura. L’opera di Aiello vale come una sintesi per batteria di questa sinfonia. Lo sviluppo drammatico viene reso riconoscibile come in un profilo altimetrico nelle carte topografiche. Aiello non suona mai in primo piano, ma tratta la Nona di Beethoven con rispetto. Soprattutto è sorprendente come egli, appunto, conosca ogni millimetro della partitura. A tratti egli fornisce all’opera un nuovo punto di vista, come per esempio nella quarta parte, l’Ode alla Gioia, quella che è conosciuta come “Gioia, bello splendore degli dei”, munisce l’inno di ritmi da jazz, già quasi Break-Beat, che sono sorprendentemente adatti. L’ultima sinfonia di Beethoven era fin dall’inizio un’opera che scavalcava i confini del suo genere. Una parola di moda era allora quella della musica assoluta e con questo termine si indicava solo una pura musica strumentale. La sinfonia vale come forma più alta di questo ideale. Il rivoluzionario Beethoven inserì cantanti in una sinfonia. La critica musicale dell’epoca si agitava, se questo allora fosse conveniente Aiello coglie questo filo non ortodosso, illustra la sinfonia come aperto capolavoro e la estende con un suo contributo. Il risultato è tutt’altro che kitsch. Degno di essere scoperto!
Recensione di Peter Backof
recensione ORIGINALE in lingua TEDESCA: DISCOVER:
Freude, schöner Götterfunken!
Habe ich richtig gehört? Da spielt jemand Schlagzeug zu Beethovens Neunter
Sinfonie? Er holt sozusagen mit der Titanenfaust aus, und bietet einem Denkmal
der abendländischen Kultur Paroli, um es zur Jahrmarktattraktion zu degradieren?
Mitnichten! Diese Einspielung von Massimo Aiellos Performance, die er in Italien
seit 1987 auf Plätzen, in Theatern, Kirchen, Schulen und auf Festivals
darbietet, ist zugleich originell und künstlerisch wertvoll. Denn Aiello stellt
sich nicht gegen das Werk, sondern fügt sich in das orchestrale Gefüge ein,
als wäre sein Part von Anfang an mitkomponiert worden. Bei größer angelegten
Orchesterwerken ist es üblich, einen Klavierauszug anzufertigen, um die
harmonische Essenz einer Partitur schnell überblicken zu können. Aiellos Spiel
wirkt wie ein "Schlagzeugauszug" dieser Sinfonie. Der dramatische
Verlauf wird wie in einem Höhenprofil bei Landkarten kenntlich gemacht. Aiello
spielt sich nie in den Vordergrund, sondern behandelt Beethovens "Neunte"
mit Respekt. Erstaunlich ist vor allem, wie genau er jeden Millimeter der
Partitur kennt. Streckenweise gewinnt er dem Werk neue Sichtweisen ab, indem er
z.B. im 4. Satz – diese Ode an die Freude, die als"Freude, schöner Götterfunken"
populär ist – den Hymnus mit Jazzrhythmen – ja fast schon Breakbeats –
unterlegt, die erstaunlich gut passen.
Beethovens letzte Sinfonie war von Anfang an ein Werk, das die Grenzen seiner
Gattung sprengte. Ein Modewort war damals das der "absoluten Musik"
– und als solche wurde nur reine Instrumentalmusik angesehen. Als höchste
Ausprägung dieses Ideals galt die Sinfonie. Der "Revoluzzer"
Beethoven nahm Sänger mit in eine Sinfonie. Die damalige Musikkritik
echauffierte sich, ob das denn angemessen sei. Aiello greift diesen unorthodoxen
Faden auf, erklärt die Sinfonie zum offenen Kunstwerk, und erweitert sie um
seinen Beitrag. Das Ergebnis ist alles andere als Kitsch. Entdeckenswert!
Reviewed by Peter Backof
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2003 GERMANIA: STRALSUND: RAGAZZI (www.ragazzi-music.de)
(Recensione di Volkmar Mantei, critico musicale tedesco. Rivista di critica musicale varia)
TradUZIONE italiano: RAGAZZI:
Il mondo è abbastanza grande per sopportare tutti i tipi di musica. Con questo non si tratta sempre o solo del fatto che piaccia o non piaccia un certo criterio…Qualche produzione è quasi una sfacciataggine. Massimo Aiello spaccherà il numero dei potenziali in numerosi parti. I maldicenti, i consenzienti, quelli che urlano alla “blasfemia”, gli ignoranti (quelli ci sono sempre nella loro distrazione) e parecchi altri. Di cosa si tratta ? il coro filarmonico slovacco accompagna l’orchestra in quattro parti (Ode alla Gioia). Fin qui è tutta l’edizione fedele all’originale dell’opera di Beethoevn. In più accanto a questo Massimo Aiello suona la batteria. Massimo suona in modo differenziato, sensibile, adeguato all’atmosfera lirica e dinamica dell’opera, talvolta potente, talvolta dolce, sempre accurato e tecnicamente perfetto, il ritmo non è di natura modesta, ma dimostra un’ampia comprensione ritmica e passione per i ritmi complessi e per la musica classica. Questo è del tutto interessante e guadagna per l’opera drammatica un nuovo aspetto, trasporta la musica nelle orecchie dei giovani ascoltatori, che altrimenti si chiuderebbero in modo ignorante verso la lunga opera. Ma questo è necessario? Certamente ogni ascoltatore deciderà in modo diverso. Ma l’esperimento è riuscito e convincente. Ognuno deve costruirsi la propria opinione, ma in primo luogo dopo che egli ha “investito” un paio di minuti del suo tempo moderno in questa produzione.
Recensione di Volkmar Mantei
recensione ORIGINALE in lingua TEDESCA: RAGAZZI:
Die Welt ist
groß genug, alle Arten Musik zu ertragen. Dabei ist nicht immer nur Gefallen
oder Missfallen entscheidendes Kriterium. Manche Produktion ist geradezu eine
Zumutung. Massimo Aiello wird die Anzahl der potentiellen Hörerschar in mehrere
Lager spalten. Die Lästerer, die Zustimmer, die "Blasphemie"-Rufenden,
die Ignoranten (die ja immer dabei sind - durch ihre Abwesenheit) und etliche
weitere. Worum geht es? Das slowakische Radio Symphony Orchester spielt unter
Leitung von Walter Attanasi Beethoven´s neunte Symphony. Der slowakische
philharmonische Chor begleitet im vierten Teil (Ode an die Freude) das Orchester.
Bisher ist alles die originalgetreue Wiedergabe des Beethovenschen Werkes. Zusätzlich
dazu spielt Massimo Aiello Schlagzeug. Massimo spielt differenziert, sensibel,
der lyrischen und dynamischen Stimmung des Werkes angepasst, mal kraftvoll, mal
sanft, immer akurat und technisch perfekt, der Rhythmus ist keiner schlichten
Natur, sondern zeigt aufgefächertes Rhythmusverständnis und Hingabe an
komplexe Rhythmen und an die klassische Musik. Das ist durchaus interessant und
gewinnt dem dramatischen Werk eine neue Facette ab, transportiert die Musik in
die Ohren junger Hörer, die sich sonst dem langen Werk ignorant verschließen würden.
Aber ist es notwendig? Jeder Hörer wird gewiss anders entscheiden. Aber das
Experiment ist gelungen und überzeugend. Soll sich jeder seine eigene Meinung
bilden, aber erst nachdem er ein paar Minuten seiner modernen Zeit in diese
Produktion "investiert" hat.
Reviewed by Volkmar Mantei
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2003 GERMANIA: HAMM: MUSIK AN SICH (www.musikansich.de)
(Recensione di Hendrik Stahl, critico musicale tedesco. Rivista di critica musicale prevalentemente classica e jazz)
TradUZIONE italiano: MUSIK AN SICH:
Beethoven era (ness)un batterista! L’idea suona in qualche modo abbastanza trasversale. Rockband, le opere classiche accompagnate da strumenti della musica popolare, una cosa simile c’è già da decine d’anni. Un batterista che fa suonare un’incisione della Nona sinfonia di Beethoven e sopra questa suona la sua batteria, deve però o avere una grande noia o solo essere pieno di creatività. Fondamentalmente è del tutto comprensibile, in fondo il compositore alla sua epoca non aveva a disposizione una batteria, poiché essa fu inventata nel quadro del successo del jazz all’inizio del 20° secolo. Chi lo sa, forse Beethoven avrebbe utilizzato una batteria, se ne avesse avuto la possibilità. Ma l’inserimento ulteriore di un nuovo strumento contiene una serie notevole di difficoltà, con le quali si potrebbe forse riempire un libro, qui ne vengono indicate alcune: la batteria è lo strumento del ritmo per antonomasia, cioè essa dà Tempo e Ritmo e serve agli altri musicisti affinché serva ugualmente come orientamento che come anche battistrada. Poiché una registrazione su nastro magnetico lascia malvolentieri che un suonatore di batteria si intrometta nella sua opera, si trova qui in una situazione completamente e veramente non naturale, il batterista deve seguire i cambiamenti di tempo del cd e appunto continuamente “correre dietro” invece di guidare. Né nell’orchestra né nelle parti soliste c’è nella Nona sinfonia qualche strumento a cui Beethoven avrebbe concesso una presenza veramente continuata, certamente con buon fondamento. Poiché Massimo Aiello suona il suo programma anche dal vivo, dovrebbe probabilmente farsi vedere piuttosto di sbieco, lui dovrebbe star seduto almeno due minuti rilassato davanti al suo strumento e lasciare che il cd suoni da solo davanti a lui, invece suona con il disco veramente senza interruzione, sia che questo sia adatto sia che non lo sia. Infine si pone ancora la domanda: dove si va con la batteria nella Nona sinfonia? Naturalmente la batteria non dovrebbe stare al centro, lì è veramente spiazzata. Poiché essa però qui ora per una volta sta al centro, semplicemente sulla base del concetto del disco, è necessario fare una difficile passeggiata sulle vette, che troppo spesso finisce solo in una pianura sassosa. Per concludere però tutto questo suona non del tutto male nel primo movimento nasce attraverso la batteria perfino un quasi già boccheggiante, che ricorda le numerose versioni di Toccate adattate a rock. Spesso Aiello “bara” ma opera in modo molto impegnato cosicché un’altra misura nella dinamica e numerosi cambiamenti di tempo e di ritmo si sviluppano attraverso una mescolanza di batteria rock e jazz. Il patibolo scatta però alla fine con un Assolo di batteria di otto minuti completamente spiazzato in mezzo alla quarta parte, manca ora solamente un sommesso crepitare, con il quale la cassetta con la registrazione classica viene di nuovo fatta partire e l’assurdità è perfetta.
Non è un’idea così cattiva, ma per favore…
Recensione di Hendrik Stahl
recensione ORIGINALE in lingua TEDESCA: MUSIK AN SICH:
Beethoven war (k)ein Schlagzeuger!
Die Idee klingt irgendwie schon ziemlich schräg -
Rockbands, die klassische Werke mit Instrumenten der Popularmusik nachspielen,
gibt es schon seit Jahrzehnten. Ein Schlagzeuger, der eine Aufnahme von
Beethovens 9ter abspielt und darüber dann seine Drums spielt muss aber entweder
große Langeweile haben oder vor Kreativität nur so strotzen.
Dabei ist es im Grunde ja ganz einleuchtend - schließlich stand dem Komponisten
zu seiner Zeit ein Schlagzeug noch gar nicht zur Verfügung, da es erst zu
Beginn des 20. Jahrhunderts im Rahmen des Jazz-Booms "erfunden" wurde.
Wer weiß, vielleicht hätte Beethoven ja ein Schlagzeug verwendet, wenn er die
Möglichkeit dazu gehabt hätte.
Aber das nachträgliche Einsetzen eines neuen Instrumentes birgt eine beträchtliche
Reihe von Schwierigkeiten, mit denen man wahrscheinlich ein Buch füllen könnte
- hier seien nur einige genannt:
Das Schlagzeug ist das Rhythmusinstrument schlechthin, das heißt es gibt Tempo
und Rhythmus an und dient den restlichen Musikern damit gleichermaßen als
Orientierung wie es auch ihr Vorreiter ist. Da sich eine Tonbandaufnahme natürlich
ungern von einem Schlagzeuger reinreden lässt befindet es sich hier in einer
ganz und gar unnatürlichen Situation, muss sich nach den Tempowechseln der CD
richten und alles in allem eben "hinterhereilen" anstatt anzuführen.
Weder im Orchester noch unter den Solisten gibt es in der neunten Sinfonie
irgendein Instrument, dem Beethoven eine wirklich durchgehende Präsenz gegönnt
hätte - sicherlich mit gutem Grund. Da Massimo Aiello sein Programm aber auch
live spielt und sich wahrscheinlich ziemlich scheel anschauen lassen müsste,
wenn er sich einfach mal 2 Minuten entspannt vor sein Instrument setzt und die
CD einsam vor sich herdudeln lässt, spielt er wirklich ununterbrochen mit - ob
es grad reinpasst oder nicht.
Schließlich stellt sich noch die Frage: Wohin mit einem Schlagzeug in der
Neunten Sinfonie? Naturgemäß gehört ein Schlagzeug nicht in den Mittelpunkt,
ist dort geradezu deplaziert. Da es hier aber nun einmal im Mittelpunkt steht,
ganz einfach aufgrund des Konzeptes der Platte, ist eine schwierige
Gratwanderung vonnöten, die nur allzu oft im steinigen Tal endet.
Letztlich klingt das alles nicht unbedingt schlecht. Im ersten Satz des Werkes
entsteht durch die Drums sogar ein fast schon rockiger Groove, der an die
zahlreichen verrockten Tocatta-Versionen erinnert. Meistens "schummelt"
sich Aiello aber mehr so durch und wirkt sehr bemüht, das hohe Maß an Dynamik
und die zahlreichen Tempo- und Rhythmuswechsel durch eine Mischung aus Rock- und
Jazzdrums nachzuvollziehen. Das Schafott schnappt aber spätestens beim völlig
deplazierten achtminütigem Schlagzeugsolo mitten im vierten Satz zu - es fehlt
nur noch ein leises Knacken, mit dem die Kassette mit der klassischen Aufnahme
wieder gestartet wird und der Unsinn ist perfekt.
Keine sooo schlechte Idee, aber bitte....
Reviewed by Hendrik Stahl
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2003 GERMANIA: BERLINO: JAZZDIMENSIONS (www.jazzdimensions.de)
(Recensione di Peggy Thiele, critico musicale tedesco. Rilevante rivista di critica musicale prevalentemente jazz)
TradUZIONE italiano: JAZZDIMENSIONS:
La Nona e ultima sinfonia è sicuramente uno dei pezzi più amati della musica classica.Adesso ci arriva l’edizione dell’Ode alla Gioia interpretata a jazz.Massimo Aiello, batterista italiano del suo marchio, si assume la responsabilità di questo esperimento. All’edizione suonata fedelmente all’originale della Nona sinfonia dell’Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca c’è certamente poco da criticare, come al canto del Coro e dei solisti della Filarmonica Slovacca. Però l’accompagnamento della batteria che si è sovrapposto, fatto dall’Italiano che si rallegra dell’esperimento, sembra purtroppo spesso sforzato. Lungo ampi segmenti si ha l’impressione che Aiello suoni piuttosto correndo dietro all’avvenimento, desidera essere presente, anche se questo non va bene. E i suoi Soli sono in parte così fastidiosi, come praticamente nel complessivo quarto pezzo. Circa come un suono di jazz con la migliore volontà non è da “ascoltare fuori”, così tanto anche nell’ascoltare ci si disturba.Un’idea originale, innovativa e le capacità tecniche di suonare non sono sufficienti a rendere buono un disco.Siccome però, come è noto, nella musica gli animi si dividono, anche il Tributo a Beethoven troverà i suoi ammiratori.
Recensione di Peggy Thiele
recensione ORIGINALE in lingua TEDESCA: JAZZDIMENSIONS:
Beethovens neunte und letzte Sinfonie ist sicher eines der beliebtesten und meistgespielten Stücke der klassischen Musik. Nun kommt uns das Opus samt seinem Prunkstück "Ode an die Freude" auch noch verjazzt entgegen. Massimo Aielle, seines Zeichens italienischer Schlagzeuger, zeichnet sich für dieses Experiment verantwortlich. An der originalgetreu eingespielten 9ten durch das Slowakische Radio Symphonie Orchester gibt es genauso wenig auszusetzen wie am Gesang des Slowakischen Philharmonie-Chors und der Solisten. Das darübergelegte Schlagzeugspiel des experimentierfreudigen Italieners wirkt jedoch leider viel zu oft gezwungen. Man hat über weite Strecken das Gefühl, dass Aiello dem Geschehen eher hinterherspielt – präsent bleiben möchte, auch wenn es gar nicht passt. Und seine Soli sind teilweise sogar störend, wie praktisch im gesamten vierten Satz. So etwas wie ein 'Jazz'-Sound ist beim besten Willen nicht herauszuhören, so sehr man sich beim Hören auch bemüht. Eine originelle, innovative Idee und das technische Spielvermögen allein machen leider noch lange keine gute Platte. Da sich an Musik aber bekanntlich die Geister scheiden, wird auch "Tribute to Beethoven" seine Liebhaber finden.
Reviewed by Peggy Thiele
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2003 ITALIA: ROMA: ROCKSHOCK (www.rockshock.it)
(Recensione di Giorgio Riccitelli, critico musicale italiano. Importante rivista di critica musicale varia)
Massimo Aiello ha
realizzato un disco coraggioso, a dir poco originale, che colpisce per
sensibilità e professionalità
“La mia intrusione con la batteria nella grande opera di Beethoven, oltre ad
essere motivo di studio, vuole anche essere un modo per ringraziare quest’uomo
per il suo contributo all’umanità, sia sul piano musicale che
nell’espressione di valori come l’amore, la giustizia e la libertà. Ritengo
siano cose da condividere con tutti. Spero di non aver troppo disturbato
l’opera originale. Buon ascolto.”
Con queste semplici e sincere parole Massimo Aiello introduce il suo progetto Tribute
To Beethoven, un album che racchiude fedelmente lo spettacolo omonimo che il
musicista propone dal vivo dal 1987 e che viene anche allegato al suo
“Libro-Metodo”.
Massimo Aiello suona la batteria dal vivo in diretta su base registrata
(orchestra e coro) della Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita dalla “Slovak
Radio Symphony Orchestra” diretta da Walter Attanasi, e lo fa con precisione
ed eleganza, con quel pizzico di irrazionale coraggio in più che ci vuole ogni
volta che si cerca di contaminare “mostri sacri” come il compositore
tedesco.
Il percussionista partenopeo si definisce un artista prevalentemente autodidatta
nella sua ricerca musicale tanto da avvicinarsi allo studio della musica già
all’età di 10 anni. Fin dai i primi anni ’80 frequenta vari corsi con
alcuni fra i più importanti insegnanti di batteria riscuotendo sempre ottimi
consensi, ma è con il suo spettacolo da solista Tribute To Beethoven che
riesce a distinguersi in modo importante ed originale, portando con grande
successo il suo progetto in giro per l’Italia (teatri, piazze e festivals).
L’opera si divide in quattro movimenti: il 1° Movimento, allegro ma
non troppo, un poco maestoso; il 2° Movimento, molto vivace; il 3°
Movimento. adagio e cantabile; il 4° Movimento, presto con assolo
melodico di batteria e finale.
Un progetto a dir poco originale, che colpisce per sensibilità e professionalità.
Un approccio sicuramente innovativo e creativo ad un classico come la Nona
Sinfonia di Beethoven, con quella bella dose di rispetto ed umiltà che
molti altri invece non hanno.
Massimo Aiello è uno straordinario batterista, percuote le pelli e fa vibrare i
piatti con il suo stile fenomenale, a metà fra la classica e lo “standard
jazz”. Uno spettacolo veramente per “palati fini”. Per chi avrà la
possibilità di vederlo in azione dal vivo, uno show imperdibile.
Recensione di Giorgio Riccitelli
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2003 ITALIA: GROSSETO: SUCCOACIDO (www.succoacido.it)
Novembre '03
(Recensione di Giovanni Vernucci, critico musicale italiano. Rilevante rivista di critica musicale e di arte varia, con distribuzione nazionale e in vari paesi d'Europa)
Massimo Aiello è nato a Napoli nel
sessantasei. Studia batteria prevalentemente da autodidatta sin dall'età
di dieci anni, ma ha pure frequentato vari corsi con importanti maestri di
batteria (questo ci dice lui stesso anche se non specifica i nomi, ma noi ci
fidiamo senz'altro). Dal 1987 porta in giro uno spettacolo solista da lui ideato
e realizzato, che ha pure fruttato il disco questione, che ci
informa venire apprezzato nei più svariati contesti: festival, chiese,
piazze, teatri, istituti didattici. Alquanto eccentrico. Alquanto pretenzioso.
Interessante il giusto. Riuscito mi pare. Tenetevi forte: ha aggiunto la
batteria ai quattro movimenti della nona di Beethoven, Inno alla gioia compreso.
Naturalmente ognuno potrà avere una propria idea sulla portata concettuale di
tale gesto. Naturalmente già il consigliarlo ai fan di Beethoven potrebbe
essere causa di presa per il culo alla mia persona se non al mio senso critico.
Diciamo che il disco (realizzato in studio suonando la batteria dal vivo sopra
una riproduzione dell'opera), e credo pure lo spettacolo, possano essere
appannaggio preferenziale di coloro che studiano (o hanno un interesse
smaccato per le possibilità del) lo strumento. Oppure per chi non ne ha avuto
ancora abbastanza di queste operazioni (tanto care a certo progressive) che
tendono ad avvicinare l'ambito del rock alla musica classica (tenete però ben
presente che c'è modo e modo di farlo). La batteria è di certo strumento
portante, cardinale, di qualsiasi forma di rock [nata come aggiunta di
percussioni alte (posizioni più che frequenza credo) (i piatti??) alle
percussioni basse (i tamburi???) in ambito che credo potremmo definire jazz ma
sarebbe molto bello che qualcuno intervenisse con dotte pagine di storia
degli strumenti] e non saremo certo noi a guardare di mal occhio qualcuno
che ne sperimenti l'uso o lo studio fuori dal suo ambito. Quindi sotto con
l'accompagnamento (e ogni tipo di stravolgimento) batteristico e
percussionistico (acustico ma naturalmente pure elettronico), che si tratti di
voce sola (pure vocoderizzata) o quartetto d'archi, di vento e pioggia come di
alito del deserto, di fiati strafree o di orchestre di chitarre noise,
pianoforti preparati o carpentieri il lunedì mattina, tagliaerbe o
frequenze radio AM, forni a micronde o onde del mare, telefoni cellulari o
furgoni cellulari, dischi technohouse o fields recordings dai mercati generali.
Potete aggiungere pure una batteria a qualcuno che legge questo cazzo di scritto
mentre una poetessa friulana adolescente lo recita tradotto in ugrofinnico col
controcanto in falsetto a bocca chiusa di un omosessuale impiegato al
dipartimento di Geografia all'università di Pisa. Però occhio al ridicolo come
all'inutile. Segni dell'arte anche essi.
Recensione di Giovanni Vernucci
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2003 ITALIA: FONDI (LT): ROCK 'EM ALL (www.rockemall.com)
(Recensione di Massimiliano "Maxximilian" Di Fazio, critico musicale italiano. Rilevante rivista di critica musicale prevalentemente rock)
Esiste una lunga tradizione di esperimenti di commistioni musicali tra quella che si definisce “musica classica” e generi moderni: alcuni più riusciti, altri deludenti o comunque privi di interesse. Si va dalle magistrali interpretazioni di Bach in chiave jazz di Jacques Loussier ed il suo trio, al memorabile Beethoven “elettronico” utilizzato come colonna sonora in “Arancia meccanica”, alle partiture in versione samba (!) di “Bach in Brazil”. L’esperimento di Massimo Aiello, da lui stesso definito “intrusione”, utilizza come base una registrazione della Nona sinfonia di Beethoven, uno dei capolavori assoluti del repertorio sinfonico di tutti i tempi (anzi, della musica tout-court) accompagnandola con quello che forse è il simbolo della musica non-classica, lo strumento più di rottura (in senso armonico): la batteria. Si tratta di uno di quegli esperimenti che potrebbero far storcere la bocca (e parecchio) ai puristi della classica, alle legioni di aficionados del genio tedesco, tra i quali peraltro si iscrive lo stesso Aiello, che nelle note di copertina del disco proclama la sua ammirazione per Beethoven. Ma l’operazione non è per nulla priva di interesse, e merita di essere analizzata ed ascoltata con attenzione.
Uno degli aspetti più riusciti è la capacità della batteria di sottolineare l’enfasi in alcuni dei passaggi più impetuosi della sinfonia, che notoriamente sono un po’ la cifra stilistica di Beethoven. Merito di Aiello è di essere riuscito a trovare la giusta dimensione sonora per la sua “intrusione”, né prevaricando né rimanendo schiacciato dalla massa sonora orchestrale. Il cattivo potrebbe chiedere cosa aggiunge questa edizione a Beethoven: domanda alla quale dobbiamo rispondere per forza di cose «nulla». Ma ciò non va a detrimento della legittimità e della validità del “divertissement” di Aiello, se inteso come tale. Va detto anche che il batterista dà dimostrazione di grande abilità, riuscendo a modulare il suo drumming a seconda della situazione musicale: è ovvio che tra accompagnare una canzone moderna e seguire una sinfonia vi è un abisso di differenza dal punto di vista della varietà di ritmi e di colori musicali. Insomma, un disco che l’amante della classica può apprezzare per lo studio che c’è dietro e per quei momenti di enfasi che aumentano lo slancio beethoveniano; chi ascolta solo rock o jazz può cogliere invece l’occasione per fare conoscenza con un gigante della Musica. In conclusione, devo fare un appunto: l’edizione scelta della sinfonia non è granché, se confrontata con una qualunque delle edizioni storiche registrate nel corso del secolo (Furtwängler, Klemperer, Toscanini etc.). Ma forse una di queste edizioni, ben più vivide di quella scelta, avrebbe reso più difficile il compito dell’accompagnamento, facilitato invece dall’edizione piuttosto piatta e senza picchi della Filarmonica Slovacca. Lanciamo dunque la sfida ad Aiello: rifare il tutto utilizzando una edizione più “forte”, più capace di rendere l’impeto beethoveniano (Nota di Massimo Aiello: la versione della Nona diretta da Karajan con i Berliner l'ho usata per anni dal vivo e per i demo ma, forse, il recensore non ha capito che per pubblicare un disco con base ci vogliono i diritti e non è semplice e che la base della Camerata Cassovia, a mio parere e non solo non è piatta anzi, è di proprietà di Azzurra Music e solo così è stato possibile realizzare il disco....vabbè....!). Quel che è certo, è che i grandi classici hanno ancora molto da dire.
Recensione di MASSIMILIANO "MAXXIMILIAN" DI FAZIO
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2003 ITALIA: FRASSINETO PO (AL): SENTIREASCOLTARE (www.sentireacoltare.com)
(Recensione di Lorenzo Casaccia, critico musicale italiano che vive a San Diego-California, collaboratore con riviste italiane e americane. Importante rivista di critica e sociologia musicale)
Massimo Aiello e' un batterista
di Napoli attivo fin dagli anni '80 in una varieta' di contesti (da concerti di
avanguardia a session-man per cantautori, dalla musica per teatro alla
realizzazione di materiale didattico).
Questo CD (sottotitolato Drum In The Symphony n.9) documenta il suo progetto
piu' ambizioso, presentato in spettacoli live fin dal 1987. Si tratta
sostanzialmente di un lungo assolo di batteria sulla base della Nona di
Beethoven: un progetto che sicuramente appare faraonico, per non dire
megalomane, ma che viene portato a termine con modestia e con un certo senso
della misura. Aiello accentua ovviamente l'aspetto ritmico dell'originale
arrivando a un risultato che mi ha ricordato le commistioni classica-rock di
James Last. La registrazione in CD non rende del tutto giustizia a una idea che
vogliamo immaginare molto piu' affascinante dal vivo, con una batteria in piena
solitudine ad inseguire un'opera colossale.
Recensione di Lorenzo Casaccia
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2003 ITALIA: ROMA: TEMPI DURI (www.tempi-duri.it)
(Recensione di Stefano Bonelli, critico musicale e conduttore radiofonico italiano. Rilevante rivista di critica musicale prevalentemente rock)
Questo che mi trovo ad ascoltare con immenso piacere devo dire è disco che sfugge assolutamente alle regole del commercio ,infatti se è vero che i dischi vengono fatti principalmente per essere venduti, questo Tribute to Beethoven del batterista Massimo Aiello sicuramente è un disco fruibile ad un elite molto ristretta, anche se le commistioni tra l’heavy metal e la musica classica sono ormai consuete, qui ci troviamo di fronte ad un lavoro diverso dal solito; infatti si tratta di un disco di musica classica o meglio sinfonica perché altro non è che la “Nona sinfonia di Beethoven”eseguita dall’orchestra della radio Slovacca e diretta dal maestro Walter Attanasi. E Massimo Aiello in tutto questo che c’entra, direte voi? Il buon Aiello come lui dice altro non ha fatto che intromettersi nell’esecuzione, per tributare il dovuto omaggio ad un grande maestro del secolo passato. Il batterista napoletano con questo suo lavoro ha voluto dare un motivo per studiare l’uso della batterista in un diverso contesto quello più prettamente classico. Infatti chi sia aspettava da Massimo Aiello un tributo a Beethoven come noi metallari siamo abituati ad ascoltare verrà irrimediabilmente deluso, perché in effetti si tratta di un disco di musica classica suonato da un orchestra vera con l’aggiunte di una batteria; e volete sapere una cosa? L’esperimento è riuscito benissimo perché Massimo Aiello suona la batteria alla maniera dei percussionisti di un orchestra sinfonica avendo impostato la batteria in modo da essere suonata come strumento facente parte di un orchestra dando a chi magari non è abituato la possibilità di ascoltare un po’ di musica diversa senza per questo dover spegnere lo stereo per la noia.
Recensione di Stefano Bonelli
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2003 ITALIA: SONDRIO: VICEVERSA (www.landscape.it)
(Recensione di Paolo Redaelli, critico musicale italiano. Rivista di critica musicale varia)
Una batteria che
suona insieme ad un'orchestra le note immortali della "Nona" di
Beethoven. E' un 'operazione che ci riporta agli anni Settanta, quando i Deep
Purple suonavano con la London Symphony ed Emerson Lake and Palmer
reinterpretavano Mussorgsky in "Quadri da un'esposizione" ("Pictures
at an Exhibition"). Da noi i New Trolls facevano "Concerto
Grosso".
Siamo invece in pieno 2003 è l'iniziativa è di Massimo Aiello, intraprendente
drummer napoletano trapiantato nel Veneto che pone piatti e tamburi al
rispettoso servizio del grande Ludovico Van. Il disco vuole essere infatti un
omaggio al genio del compositore tedesco, e come tale va preso. Perché della
grande musica si può essere innamorati anche se nel cuore batte il rock e il
Carl Palmer di oggi è un appassionato che ha fatto tutto da solo: suonando in
diretta sulla base dell'orchestra, registrandosi e autoproducendosi.
Il progetto può suonare anacronistico, se si pensa alla "semplicità"
(e in certi casi, alla rozzezza) a cui sono abituate oggi le orecchie dei
giovani. Ecco perché questo disco può essere importante: può avvicinare i
ragazzi del 2003 ad una musica complessa, stratificata, entusiasmante (per noi
la "Nona" rimane indissolubilmente legata alla splendida colonna
sonora di Walter Carlos per "Arancia Meccanica" del grandissimo
Stanley Kubrick e alla verve allucinata di Malcolm Mc Dowell-Alex che danza
violento in una Londra di plastica) e torrenziale.
Educare, quindi, all'ascolto, come tentava pazientemente di fare Schroeder con
una distratta Lucy sdraiata sul suo pianoforte. Riservare un posticino nello
scaffale, accanto a Metallica e Nirvana, a questo piccolo dischetto potrebbe
riservare, in futuro, grandi sorprese e grandi scoperte.
Recensione di Paolo Redaelli
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2003 ITALIA: MONZA (MI): CHRISIX.COM (www.chrisix.com)
(Recensione di Christian Sciannamè, critico musical-culturale italiano. Rivista di critica musicale e di arte varia)
A dir poco intrigante questo tributo ad un compositore che certo non è nuovo ad omaggi dal mondo della musica classica, classica appunto mi sono detto ed allora in che modo la batteria potrà sposarsi con il crescendo di armonie come violini o fiati??? E così mi son detto sarà opera di un folle l'ennesimo esibizionista che tenterà di mettere modernità forzata magari preregistrata a base continua su di un opera classica ed invece... succede che il disco comincia a girare ed allora la magia che non ti aspetti; percussioni che partecipano alla creazione dell'opera "Beethoven..niana" la seguono nel suo soffice e poi impetuoso ritmo. Ritmo che la batteria crea dove pareva che non ve ne fosse bisogno! Può apparire un commento esagerato certo, a chi non lo ha mai ascoltato!
Per non parlare del curriculum di questo "Signore delle percussioni" che come maestri annovera nomi del calibro di Tullio De Piscopo e innumerevoli collaborazioni tra le quali dal 1988 al 1991 con Aldo Tagliapietra, (cantante e leader dello storico gruppo rock "Le Orme"), suona in tour per la presentazione dell'album "....Nella notte" (Holly records 1984) nel 1991 con il cantautore Ricky Gianco (trio Gianco-Jannacci-Gaber ), in tour per presentare l'album "E' Rock'n Roll" ...bhe ho solo citato qualcosa della sua carriera che per raccontarla tutta, ci vorrebbe un intero sito! Ed infatti lo trovato al seguente indirizzo www.massimoaiello.com
Recensione di Sciannamè Christian
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INTERVISTE:
2003 ITALIA: ROMA: TEMPI DURI (www.tempi-duri.it)
(Intervista di Stefano Bonelli, critico musicale e conduttore radiofonico italiano)
INTERVISTA CON MASSIMO AIELLO
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2003 ITALIA: CARPENETO (AL): RADIO GOLD POPOLARE NETWORK: formato mp3 (www.radiogold.it)
Formato: mp3 - DURATA: 5 min. 06 sec. - MB: 7
(Intervista radiofonica di Giampiero Scazzola, Direttore e radio-speaker)
Per ascoltarla: nel sito www.massimoaiello.com
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CRITICHE:
2003 UNGHERIA: DEBRECEN: CSABA SOMOS
(Direttore dell'Opera di Debrecen, Direttore d'orchestra ungherese)
TradUZIONE italiano: CSABA SOMOS:
La Nona sinfonia
di Beethoven, che é uno dei capolavori piú importanti della letteratura
musicale, bisogna avvicinarla con il massimo rispetto. Il
fatto che quest'opera può essere realizzata in un grado superiore è dimostrato
dal CD di Massimo Aiello, in cui offre un accompagnamento di batteria colorato
alla famosa musica di Beethoven. Questa elaborazione
non é solo piena di fantasia ma sembra essere unica, che
non toglie dalla ricchissima opera di Beethoven, ma la arricchisce. Io
appoggio di cuore il talentuoso batterista-compositore Massimo Aiello e
lavorerei con lui molto volentieri e anche nell' ambito di
un concerto dal vivo.
Csaba Somos
Direttore musicale dell'Opera di Debrecen (Ungheria), Direttore
d'orchestra ungherese
recensione ORIGINALE in lingua inglese: CSABA SOMOS:
Approaching to the Beethoven’s Ninth Symphony we must have the maximum respect, because it’s one of the most important masterpieces of musical literature.
This opera can be carried out in a superior level; this fact it’s demonstrated by the Massimo Aiello’s cd, where he offer a coloured drum’s accompaniment to the Beethoven’s famous music. This elaboration isn’t only full of fantasy, but it seems to be unique too, it doesn’t take nothing away from the so rich Beethoven’s opera, but it enrich that. I support with all my heart the talented drummer-composer Massimo Aiello and I would work with him very willingly also for a live concert.
Musical
director of the Debrecen Opera (Hungary), hungarian orchestra’s conductor
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2003 ITALIA: MONSELICE (PD): FRANCO SILVESTRIN: (francosilvestrin@tiscali.it)
(Critico italiano musicale, cinematografico e d'arte varia, musicista)
L’approccio
ai classici è sempre un terreno di confronto impervio: per l’ascoltatore, la
cui funzione di ricezione (fruizione) emotivo-razionale deve resistere agli assalti dell’autorità espressa dal modello (autore); per l’esecutore,
spesso costretto (imbrigliato) nella dicotomia personalizzazione/adesione
pedissequa all’impronta stilistica di riferimento. E per classica si intenda
l’esperienza di coloro che hanno dato alla musica strumenti e stili
indelebili, traccia di riferimento immobile nel divenire delle opere e dei
repertori. E ciò a prescindere dalle tipologie musicali e dall’arroccamento
inevitabilmente provocato dal ricorso culturale ai generi. Quando il modello si
allontana lungo l’asse temporale o quando sale ai vertici della
rappresentatività artistica (“non si tocchi il mostro sacro”), l’area di
intervento creativo-divergente si vede inesorabilmente costretta nelle maglie
della nuova “pruderie” (quella scritta, ad esempio, sull’epigrafe del jazz
moderno) e l’operatore musicale finisce per soffrire la spiacevole sensazione
di muoversi in campo minato. Quella di Aiello non è una revisione, né una
rivisitazione (l’epiteto potrebbe e dovrebbe indisporre l’ascoltatore); non
un braccio di ferro con un autore che intimorisce ed affascina nel contempo, né
una facile corsa nel solco già tracciato da mano autorevole e, quindi,
rassicurante e garanzia di successo e di liceità. Non un approccio di
“delirante” autoesaltazione del “faber musicus”, e neppure l’adesione
ad una strategia comunicativa conveniente o, per contro, ingenua e di poco
momento. Musicista autentico perché serio e improntato ad un raro (purtroppo)
rispetto della Musica, Massimo Aiello propone in punta di piedi, ma con la
serenità di una lunga meditazione sul profondo significato del proprio agire
musicale, un gesto creativo indipendente e maturo, consapevole della propria
dignità artistica e della propria motivazione, come ormai accade di rado
riconoscere nella produzione contemporanea. C’è nella sua lettura ritmica (ma il termine
non è autosufficiente), a volte energica e gridata, a volte trasparente, quasi
per non rubare la scena al Maestro o per non turbare la quiete perfettadell’assunto,
il segno riconoscibile di un progetto originale di musica, spalancato su una
dimensione che dovremmo chiamare jazz, qualora fossimo in grado di delinearne
distintamente i confini. All’ascoltatore il piacere di addentrarsi in questo
terreno musicale, partecipando alle sollecitazioni eidoacustiche che nascono ad
ogni misura e lasciandosi trasportare da una nuova e sensibile qualità
ritmica che, abbracciandone
le voci, si fa prendere per mano da una Sinfonia di rara perfezione: quella che,
non a caso, ha sancito la riconciliazione del suo Autore con l’esistenza.
Franco Silvestrin
Critico italiano musicale, cinematografico e d'arte varia, musicista
francosilvestrin@tiscali.it
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